Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
4 maggio 2014 7 04 /05 /maggio /2014 16:59

Ray  Johnson

Ray Johnson, "Untitled (Golf Balls with Brick Snake)", 6.16.86, 6.28.86, 6.12.86, circa 1970-1980, collage on masonite, 16 by 16 inches

 

 

 

 

 

RAY JOHNSON: collage di arte, poesia, musica e produzione cinematografica in mostra fino al 7 maggio 2014 presso il Sidney Mishkin Gallery at Baruch College.

 

 

Ray Johnson (1927 - 1995) è stato uno dei primi sostenitori del pop, del concettuale, della performance e  della mail art.  A metà degli anni 1950, Johnson faceva piccoli collage su cui incollava le immagini della cultura popolare, tra cui star come Elvis e Shirley Temple. Egli ha anche incorporato nei suoi collage lettere, frammenti di parole come gli artisti cubisti nei primi anni del 20 ° secolo.  Nel 1958, ha parodiato gli artisti della New York School, con la formazione della sua New York Correspondence School. Ha iniziato a spedire i suoi collages con le istruzioni " Si prega di inviare a ..."    In questo modo ha creato  una vasta rete di corrispondenza.

 

 

 

Nel 1965, il critico d'arte Grazia Glueck  ha chiamato Ray Johnson  " il più famoso artista sconosciuto di New York " .  Anche ora  è ben noto solo tra un gruppo selezionato di artisti, commercianti e critici d’arte. Dopo la sua morte nel 1995, la galleria Richard L. Feigen & Company ha presentato una grande mostra commemorativa che è stata apprezzata da Roberta Smith sul New York Times. Ha chiamato la mostra “stunning” e ha osservato che i primi collages di Ray Johnson " presagiva già la  Pop Art . " Nel 1999, quattro anni dopo la sua morte, Donna De Salvo ha organizzato una mostra delle opere di Ray Johnson per il Whitney Museum of American Art e il Wexner Center per le Arti presso la Ohio State University.


 

 

 Per ulteriori informazioni su Baruch College e il Sidney Mishkin Galleria clicca qui .

http://www.baruch.cuny.edu/news/rayjohnson.htm

 

  Per ulteriori informazioni sul Ray Johnson Estate, comprese le mostre in corso e future visitare:

http://www.rayjohnsonestate.com/exhibitions/  

"Per Ray Johnson" - Giovanni Bonanno 2014

Condividi post

Repost0
1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 18:27

invito-mostra.jpg

Un artista globale nel rapporto tra arte e vita

GUGLIELMO ACHILLE CAVELLINI 

(Brescia 1914 - 1990)

Jean Dubuffet  nel 1978 scrisse:  "...Abbiamo creduto innocentemente che la capacità producesse il merito e che dal merito derivasse la gloria. Abbiamo via  via scoperto che ciò non accade... Ridiamo ora attraverso di Lei dei nostri precedenti errori..."

GAC159---Stathis-Chrissicopulos--Patrasso---Grecia-jpg 

Premessa

Con  la lettera testuale del 1979 GAC pubblicata come premessa ad inizio  nel catalogo della Mostra a domicilio nell’aprile del 1980 affermava:  nella mia operazione di “autostoricizzazione” è necessario che io della provvedere anche alla mia “autobiografia”. Ho scelto la forma diaristica, perché, come ho già scritto in una “lettera ai miei nemici” vorrei che i posteri la giudicassero “completa e perfetta”.Per seguire un ordine cronologico avrei dovuto pubblicare il diario dell’anno 1976. Ma dopo il mio viaggio in California (27 aprile – 14 maggio 1980) e a Budapest (22 -24 maggio 19809 non ho resistito alla tentazione di anticipare la pubblicazione di queste pagine, perché, mi pare, meritino una particolare attenzione. Da qualche anno ho avviato dei singolari rapporti con parecchi artisti sparsi in varie parti del mondo. I festivals organizzati in California mi hanno invogliato a parteciparvi per conoscere di persona questi nuovi amici, i luoghi dove vivono, e respirare l’atmosfera del loro ambiente artistico. Questi due viaggi mi sono stati di grande utilità per meglio approfondire certe mie idee sulle vicende dell’arte e della vita, che in questo momento stanno attraversando una profonda crisi di trasformazione. Qui da noi si è ancora convinti di essere i continuatori di una nostra vecchia tradizione artistica, qui da noi prevale ancora il concetto dell’individualità, e non ancora quello della collettività. Qui da noi ogni anno inventano qualche trappola per voler mantenere ancora in vita le vecchie leggi della tradizione, del mercato, e le posizioni di comando conquistate. Basterebbe fare uno sforzo e osservare il mondo dell’arte con l’occhio dei posteri. Basterebbe giudicare il presente e il passato con l’occhio della  storia, inesorabile spugna asciuga tutto. La storia ci ricorda soltanto quei pochissimi personaggi che hanno contribuito al rinnovamento del mondo dell’arte mostrandocelo con un occhio nuovo e diverso. Comunemente si dice: “Se fossi vissuto al tempo di Van Gogh avrei capito il suo modo di fare arte”. Storicamente è accertato che non è vero. Qui da noi hanno scritto libri su Duchamp soltanto dopo sessant’anni; e il dadaismo è ancora un genere d’arte considerato marginale. La storia si ripete e sempre si ripeterà. Anche oggi in qualche parte del mondo esiste un altro Van Gogh o un altro Duchamp, ma non è compito, a quanto pare, dei contemporanei capirli o scovarli. Per la prima volta ho assistito quest’anno ad un convegno internazionale di critici e di direttori di musei. Ho sentito un centinaio di relazioni. Ebbene, ho stabilito che tutti sono informati, intelligenti, disinvolti, ma nessuno mi ha dimostrato di saper vedere al di là del proprio naso. Sono tutti ancora al di qua della barricata. Ognuno di loro è convinto di possedere la verità.  Hanno stampato un  libretto con gli indirizzi di quindicimila artisti e critici di 35 nazioni rigorosamente selezionati, e tutti i quindicimila sono convinti di essere i migliori o almeno tra i migliori. Veramente viviamo in una giungla dell’arte, stiamo assistendo ad una nuova Babilonia. Soltanto  dopo una drammatica e lunga crisi sarà possibile ricominciare da capo. Ogni periodo storico ha una sua diversa fisionomia, e logicamente quello di domani dovrà differenziarsi dai precedenti. Se le società vorranno migliorare, uno dei compiti degli artisti dovrà essere quello di aiutare a far capire il mondo dell’arte. Quando l’attuale sistema verrà smantellato, una  possibilità di continuità dovrebbe essere quella di ricominciare   tutto da capo (logicamente non dimenticando il prezioso bagaglio culturale ereditato dai nostri predecessori, un bagaglio complesso e vario, ormai ridotto alla saturazione e all’attuale crisi di idee).  Ricominciare tutto da capo, come uomini primitivi, ritornare alla natura, in libertà. In semplicità, assieme. Uno spiraglio di un nuovo modo di fare arte mi pare di averlo avvertito e vissuto con i miei nuovi amici che ho incontrato in California. Non è importante il risultato, come lo pretende il sistema dell’arte, per me è  importante il loro nuovo comportamento, il loro nuovo modo di vedere il mondo, la vita, l’arte, non più ridotti all’isolamento, ma vivere e operare collettivamente, conquistare una libertà, aprire le frontiere, dialogare con il mondo intero. Molti artisti ormai comunicano tra di loro con lo stesso linguaggio e lo stesso spirito, pur vivendo in California, o a Budapest, o in Polonia, ecc.  Le pagine di questo  diario avvalorano le mie affermazioni. Il mio soggiorno in California lo considero una parentesi della mia vita assai importante, uno stimolo a proseguire la mia strada senza esitazioni. Se qualcuno pensasse che quanto ho scritto è frutto della mia fantasia, e il racconto possa sembrare surreale, ebbene, desidero precisare che invece tutto veramente è accaduto, tutto è realtà. La realtà, in questo caso, è divenuta surreale, senza dover ricorrere a finzioni o programmazioni. Tutto ciò è avvenuto perché da tempo questi artisti mi avevano dimostrato in mille modi la loro stima, e giudicano la mia “auto storicizzazione” una operazione artistica nuova, diversa, rivoluzionaria. Mi considerano un demitizzatore del sistema dell’arte, ormai in crisi e in lento inesorabile disfacimento. (qui da noi, invece, esiste e  persiste l’ormai tradizionale “Nemo propheta in patria”). Inoltre è interessante constatare come il mio adesivo abbia saputo stimolare la fantasia di molti artisti in modo prodigioso (al punto che un autorevole esponente del fluxus americano, in un articolo pettegolo e maldicente, lo ha addirittura definito: “Quel maledetto adesivo Cavellini 1914-2014 che viene incollato in tutto il mondo”). Quell’adesivo da fastidio a molti. La mia operazione di “autostoricizzazione2 non viene ancora presa sul serio. Mi giudicano un presuntuoso megalomane con molti mezzi a disposizione, sto subendo la stessa sorte degli artisti che hanno qualche cosa da dire fuori dall’ordinario, in contrapposizione al sistema. Perciò non devo sperare nella comprensione dei critici e degli storici dell’arte contemporanea, perché,  come ho già detto, non è il loro compito scovare e capire questi personaggi. Preferisco vivere la mia avventura, proiettata nel futuro, piuttosto di dovermi impantanare nell’intricata  giungla  dell’arte.

        Luglio 1980,   GAC

 

 

 

GAC 1914-2014

“La non-opera e il non-luogo dell’arte come interpretazione del mondo

per la trasformazione creativa della realtà”

“Commento a margine di un dibattito  a cura  di Giovanni  Bonanno”

 

Ripropongo questa lunga e significativa premessa scritta da GAC nel lontano 1980 perché la  ritengo   essenziale  per capire appieno la straordinaria personalità di questo artista lombardo  e  per comprendere meglio  in che particolare  situazione culturale si era  ritrovato ad operare negli anni 70 e 80.

E’ stato esattamente nel 1971 che ha inventato  “l’autostoricizzazione”, realizzando e  inviando per via postale in tutto il mondo una decina di “mostre a domicilio” (sono dei cataloghi stampati che sostituiscono le tradizionali mostre nelle gallerie d’arte). In Italia, per diversi decenni, GAC è stato osteggiato come un ricco eccentrico in vena di esibizionismo”, non compreso perché ritenuto soltanto un importante  e eccentrico collezionista d’arte contemporanea  e di conseguenza  collocato dalla critica ufficiale  nel completo isolamento. A partire dal 1971,  dopo l’irruzione nel mondo dell’arte dell’americano Ray Johnson, vissuto nello stesso periodo dell’artista bresciano, Guglielmo Achille  Cavellini aveva iniziato in modo assiduo a “scardinare” il sistema ufficiale dell’arte ritenuto impenetrabile, proponendo la sua presenza come autentico momento creativo. Insomma, una sorta di artista isolato che  dal chiuso decide finalmente di non far parte di quella schiera  di pittori delusi e incompresi come  Munch,  Van Gogh, Modigliani o Tancredi e di far sentire la propria voce attuando appropriate “interferenze all’interno del sistema monopolistico dell’arte. Dopo aver realizzato, distrutto e riciclato una parte consistente del suo lavoro degli anni precedenti,  GAC decide di  compiere “il grande passo”; quello di contrapporsi ad un sistema ormai monotono; un ulteriore sviluppo verso la messa in crisi del tradizionale sistema dell’arte.

Di certo la sua condizione di  “scarsa considerazione” lo spinse  orgogliosamente a non  subire passivamente attuando, in alternativa al “silenzio”, una sorta di “ribellione”, una logica reazione alle regole precostituite e imposte dal sistema corrotto, ossia, una maniera per certi versi  “coscientemente attiva” di  im/porsi al sistema ufficiale dell’arte. Ray Johnson negli anni 60 aveva solo accennato a questa possibile nuova strategia di messa in crisi del sistema culturale che non permetteva nessuna intrusione se non avvalorato da un  potere forte che condizionava e controllava le proposte e le scelte al fine di regolarne il flusso  e  “ossigenare il mercato dell’arte. Carlo Giulio Argan proprio nei primi anni 70 diceva: l’opera d’arte è oggetto,  in una società neo-capitalista o “dei consumi” l’oggetto è merce, la merce ricchezza, la ricchezza potere, - aggiungo io - il potere è successo perché si basa  sull’ingordigia di possedere danaro e ricchezza. Quindi, strategie chiaramente  di palazzo e di potere imposte da illuminati “profittatori culturali” che  ancora oggi controllano  la produzione degli artisti e non ammettono    intrusioni al fine di un serio profitto. Per il mercato dell’arte ogni cosa deve essere controllata da un apparato forte di gallerie,  critici e mercanti di arte che si contendono fattivamente  le fortune. Gli anni 70  non a caso è anche il periodo della messa in crisi dell’oggetto ritenuto “merce produttiva” e oggetto al servizio del potere.  E’ proprio  GAC a porre per primo e in modo evidente  il problema della mercificazione e del condizionamento da parte del  potere culturale attuando per reazione un  straordinario  “attivismo  di contrasto frontale” con il sistema  impenetrabile dell’arte ufficiale. L’arte, dopo essere stata relegata  per molto tempo al chiuso delle idee,  con l’attuazione dell’autostoricizzazione”  diveniva  liberazione, apertura delle frontiere culturali, arte che finalmente si integrava  nella vita.

G. A. Cavellini  si ritrova, lui che è stato un grande mercante e collezionista di arte contemporanea a condividere contemporaneamente vari campi d’esperienza trasversali e alternativi alle proposte della cultura ufficiale;  dalla pittura alla poesia visiva,  dalla body art alla performance, collocandosi apertamente ai margini di un sistema, in una zona franca, ovvero “in una periferia di confine praticabile” abbracciando  concretamente una pratica che di fatto assorbiva   diverse esperienze convogliandole concretamente in nuove  possibilità creative. Inoltre, con la preferenza e l’utilizzo della Mail Art  poteva finalmente confrontarsi a 360 gradi con  artisti di diversa esperienza sparsi in tutto il mondo.  Una pratica, quindi, “di lucido confronto” che poteva fare  a meno del mercato dell’arte che  di fatto tiene in ostaggio l’artista e di conseguenza reprime e condiziona la  creatività.  Dal 70 in poi, Cavellini partecipa alla messa in crisi del sistema “come battitore libero“ condividendo  in modo trasversale più campi di ricerca e smantellando così un concetto tradizionale che preferiva la  produzione dell’artista ripetitiva e ben identificabile, una produzione  assai monotona al completo servizio del mercato dell’arte. Oggi, GAC ci sembra davvero la figura più convincente, molto di più di Ray Johnson, capace di incarnare magnificamente  “la messa in croce” di un sistema  “arrogante” che tiene in ostaggio l’artista e di conseguenza l’opera d’arte e la produzione artistica in nome di un ipotetico e  possibile riconoscimento.

Artista particolarmente non  identificabile in una specifica scuola o gruppo artistico, nel contempo  citazionista, poeta visivo, performer, body artist,  mail artist e persino street artist e creatore di artistamp, difficilmente classificabile per le diverse pratiche utilizzate ma sicuramente artista del superamento trasversale di una logica tutta tradizionale. A distanza di qualche decennio  di attesa e di riflessione Guglielmo Achille Cavellini appare un  personaggio geniale e poliedrico. Ha vissuto l'arte contemporanea dal secondo dopoguerra fino al 1990, anno della sua morte, come artista libero, diceva: “preferisco vivere la mia avventura, proiettata nel futuro, piuttosto di dovermi impantanare nell’intricata  giungla  dell’arte, da artista non condizionato da schemi e imposizioni. Quindi, non é stata una questione di semplice eleganza o  stile ma di una cosciente operazione illuminata che ha evidenziato  e messo in luce i problemi e le contraddizioni  di un sistema  culturale “corrotto” che non permette alcuna interferenza e che costringe l’arte e gli artisti all’isolamento  e  all’anonimato. Un sistema che non lascia nulla al caso e che tratta l’opera d’arte e l’artista come semplice merce di scambio. 

 

 

L’evoluzione delle proposte di G. A. Cavellini

La galleria  Ophen Virtual Art e il  relativo progetto Internazionale di  Mail Art   dedicato a G. A. Cavellini  come condivisione ed  evoluzione logica della proposta  di GAC.

 

Coerente con le  idea delle mostre a domicilio  di GAC, un ulteriore evoluzione del pensiero cavelliniano  è proposto in questa mostra virtuale rifiutando la realizzazione della consueta  “messa in scena” di una mostra di tipo tradizionale  a favore di un nuovo modo di presentare l’opera; non più  costretta a vivere tra quattro mura di una galleria d’arte ma  a condividere le straordinarie possibilità virtuali date da internet in modo globale, con la conseguente diffusione dell’evento  dedicato a Cavellini direttamente a 360 gradi in tutto il pianeta. Questa nostra proposta culturale  nasce dall’esigenza primaria di superare  i reali intermediari dell’arte  (Gallerista, curatore, mercante,  critico d’arte),  a favore di una pratica democratica che non  accetta imposizioni autoritarie dall’alto, da chi oggi progetta gruppi  e movimenti artistici in funzione del mercato dell’arte. La nascita della Galleria Ophen  Virtual Art di Salerno non è altro che il giusto tributo ad un personaggio che nella libertà  creativa senza gerarchi e controllori  ha tracciato e definito una nuova strategia e un  nuovo modo d’intendere l’arte. Già da circa cinque anni la nostra attività si è concentrata  su un conseguente sviluppo di idee che nasce in sintonia  con la visione  poetica di base di Cavellini. Infatti, la  Galleria Ophen, dopo i Cataloghi e le mostre a domicilio di GAC vuole proseguire la sua attività a favore di una  libera circolazione di idee  incarnate magnificamente da Cavellini. Quindi, rinnovato  e duplice omaggio a Gac con una rassegna che dimostra tutta l’attualità  e la vitalità dell’artista bresciano. Una raccolta di opere internazionali con 73  artisti contemporanei internazionali  che hanno prodotto  oltre 237 opere che  ora sono  state archiviate  e visibili in modo permanente in una sala  a lui dedicata del Bongiani Museum.

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=44

Una selezione scelta e ragionata di ogni autore è presentata in  questa importante mostra collettiva internazionale dal titolo “G.A.CAVELLINI - “Virtual Underground” che sarebbe  di certo  piaciuta a GAC  proprio perché  condivide la stessa filosofia che aveva messo in opera  negli anni 70.  Una filosofia di pensiero che nasce e prende corpo dalle sue idee in una dimensione per certi versi ancora irriverente e dissacratoria. Questo  è il testamento  e il messaggio più  autentico che Cavellini ci ha lasciato e che noi abbiamo raccolto concentrandoci a modo nostro, a  “continuare e interferire” con i  vecchi e occulti sistemi di potere  alla ricerca della libertà e di un nuovo modo di far conoscere l’arte e gli artisti considerati marginali e “inutili” dal sistema ufficiale dell’arte. Quindi, libera evoluzione e totale condivisione del programma cavelliniano alla ricerca di superare vecchi steccati un tempo insormontabili, oscuri  impedimenti alla creatività che “reprimono”, ancora oggi, un  serio e opportuno dibattito senza costrizioni e condizionamenti alla ricerca di un nuovo modo di operare. Questa prima mostra è il risultato di una spontanea e sentita partecipazione di diversi artisti di varia nazionalità che hanno sentito l’urgente bisogno di esserci e di  condividere in prima persona la  celebrazione ufficiale del’anniversario del Centenario di Cavellini. Per settembre 2014, poi, vi sarà il secondo  appuntamento virtuale con una  importante retrospettiva  del lavoro svolto da Cavellini. Questa seconda occasione  sarà possibile grazie al contributo dell’Archivio Cavellini di Brescia e soprattutto di Piero Cavellini, critico, filosofo, collezionista e gallerista d’arte contemporanea che ci permetterà di realizzare concretamente tale   importante evento. Tutto ciò dimostra un’intesa  davvero molto  profonda, una completa condivisione delle proposte attuate da Cavellini e pertanto una totale convinzione   a continuare tale percorso come giusta evoluzione globale “anti sistema” del progetto attuato da Cavellini che dall’arte-vita si  evolve in presentazione “virtuale”,  condivisibile finalmente  in modo interattivo e globale  in tutto il  nostro pianeta.

  

 

Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale:

Guglielmo Achille Cavellini, Alexander Limarev, Picasso, Gaglione, Bruno Cassaglia, Vittore  Baroni, Clemente Padin, Otto D. Sherman,  Ruggero  Maggi, Jas W Felter, Gianni Romeo, Simon Warren,  Carmela  Corsitto,  Ambassade d’Utopia, Rosa Gravino, Ptrzia Tictac, Anna  Boschi, Carl Baker, Lancillotto  Bellini, John M. Bennett, I Santini Del Prete, Giovanni Strada, Umberto Basso, Serse Luigetti, Mariano Filippetta, Anja  Mattila-Tolvanen, Domenico Severino, Katerina  Nikoltsou,  Stathis Chrissicopulos, Patrizia Battaglia, Pedro Bericat, Silvana Alliri, Rosanna Veronesi, Claudio  Romeo, Fausto  Paci, Ciro  Stajano, Antonio Moreno Garrido, Pier Roberto Bassi, Giovanni Bonanno, Francesco Aprile, Adriano Bonari, Jorge Valdes, Giancarlo Pucci,  Valery Oisteanu, Judy  Skolnick, Angela Caporaso, Maurizio  Follin, Andreas Horn, Valentine Gabriella  Gallo, Mark Herman, Mariano  Bellarosa, Monica  Rex, Fulgor C. Silvi,   Lamberto Caravita,  Andrea Bonanno, Francesco  Mandrino, Roberto Scala, Giuseppe  Iannicelli, Renata e Giovanni Stradada, D.C. Spaulding, Maria Teresa Cazzaro, Antonio De Marchi Gherini, Bernhard Uhrig, Alfonso Caccavale, Monica Michelotti, Piero Barducci, Ana Garcia, Petra Dzierzon, Antonio  Baglivo, Bruno Chiarlone, Domenico Ferrara,  Melisa  Kaneshiro, Borderline Grafix, Maurizia Carantani.  

 

 

 

Condividi post

Repost0
1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 18:21

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105 - Salerno

 

VIRTUAL UNDERGROUND

G.A.CAVELLINI

1914 - 2014

GAC165 - Giovanni Bonanno - Italia 

Progetto  dedicato all’anniversario del centenario di Guglielmo Achille Cavellini,

 in collaborazione con l’Archivio Cavellini di Brescia.

 

a cura di Giovanni  Bonanno

 

 12 aprile 2014 - 30 agosto 2014

Inaugurazione:  Sabato 12 aprile  2014,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it  – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario continuato: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30


                               GAC003 - PTRZIA TICTAC, Germania

 

S’inaugura sabato 12  aprile 2014, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale a cura di Giovanni Bonanno dal titolo: “VIRTUAL UNDERGROUND che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’anniversario del centenario di Gugliemo Achille Cavellini. Sono presenti  73  opere  di altrettanti  importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questa particolare ricorrenza scelta dall’artista  bresciano.  

 

Guglielmo Achille Cavellini  a compimento del Centenario (1914-2014) aveva espresso il desiderio  di attuare una sorta di celebrazione postuma come completamento di una sua  importante operazione artistica incentrata sull’Autostoricizzazione”. Per tale importante occasione sono stati invitati 73 artisti internazionali di diverse nazionalità a condividere tale  particolare evento. Per diversi decenni GAC in Italia  è stato osteggiato come un ricco eccentrico in vena di esibizionismo”, non compreso perché ritenuto soltanto un importante  collezionista d’arte contemporanea  e di conseguenza  collocato dalla critica ufficiale  nel completo isolamento. A partire dal 1970,  aveva per la prima volta tentato a “scardinare” il sistema ufficiale dell’arte e di far sentire la propria voce attuando appropriate “interferenze” all’interno del sistema proponendo la sua presenza come autentico momento creativo. L’arte, dopo essere stata relegata  per molto tempo al chiuso delle idee,  con l’autostoricizzazione”  del 1971 di GAC diveniva  liberazione, apertura delle frontiere culturali, arte che si integrava nella vita.  Inoltre, condividendo e abbracciando contemporaneamente  più campi di ricerca trasversali e  alternativi alle proposte della cultura ufficiale; dalla pittura alla poesia visiva, dall’arte di comportamento alla Body Art si collocava autonomamente ai margini di un sistema, in una zona franca, in una periferia di confine praticabile, smantellando  in un solo colpo una prassi tradizionale che preferiva la  produzione ripetitiva dell’artista  ben identificabile  al completo servizio del mercato dell’arte. Quindi, una pratica che faceva a meno del mercato e delle sue ferree  regole imposte da un sistema “occulto e arrogante” che di fatto tiene in ostaggio l’artista e di conseguenza reprime la produzione artistica e la creatività.  Artista per certi versi difficilmente classificabile per le diverse pratiche utilizzate, ma sicuramente protagonista del superamento trasversale di una logica tradizionale. Oggi, a distanza di qualche decennio  di attesa e di riflessione Guglielmo Achille Cavellini appare un  personaggio geniale e poliedrico. Ha vissuto l'arte contemporanea dal secondo dopoguerra fino al 1990, anno della sua morte, come battitore libero, diceva: “preferisco vivere la mia avventura, proiettata nel futuro, piuttosto di dovermi impantanare nell’intricata  giungla  dell’arte”, da artista non condizionato da schemi e imposizioni. Non é stata una questione di semplice eleganza o puro  stile ma di una lucida operazione illuminata che ha evidenziato  e messo in luce i problemi e le contraddizioni  di un sistema  culturale  che non lascia niente al caso e che  quasi sempre tratta l’opera e l’artista come mera merce di scambio.

 

Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale:

Gugliemo Achille Cavellini, Alexander Limarev, Picasso, Gaglione, Bruno Cassaglia, Vittore  Baroni, Clemente Padin,Otto D. Sherman,  Ruggero  Maggi, Jas W Felter, Gianni Romeo, Simon Warren,  Carmela  Corsitto,  Ambassade d’Utopia, Rosa Gravino, Ptrzia Tictac, Anna  Boschi, Carl Baker, Lancillotto  Bellini, John M. Bennett, I Santini Del Prete, Giovanni Strada, Umberto Basso, Serse Luigetti, Mariano Filippetta,Anja  Mattila-Tolvanen, Domenico Severino, Katerina  Nikoltsou,  Stathis Chrissicopulos, Patrizia Battaglia, Pedro Bericat, Silvana Alliri, Rosanna Veronesi, Claudio  Romeo, Fausto  Paci, Ciro  Stajano, Antonio Moreno Garrido, Pier Roberto Bassi, Giovanni Bonanno, Francesco Aprile, Adriano Bonari, Jorge Valdes, Giancarlo Pucci,  Valery Oisteanu, Judy  Skolnick, Angela Caporaso, Maurizio  Follin, Andreas Horn, Valentine Gabriella  Gallo, Mark Herman, Mariano  Bellarosa, Monica  Rex, Fulgor C. Silvi,   Lamberto Caravita,  Andrea Bonanno, Francesco  Mandrino, Roberto Scala, Giuseppe  Iannicelli, Renata e Giovanni Stradada, D.C. Spaulding, Maria Teresa Cazzaro, Antonio De Marchi Gherini, Bernhard Uhrig, Alfonso Caccavale, Monica Michelotti, Piero Barducci, Ana Garcia, Petra Dzierzon, Antonio  Baglivo, Bruno Chiarlone, Domenico Ferrara,  Melisa  Kaneshiro, Borderline Grafix, Maurizia Carantani.

 

 

BREVE  BIOGRAFIA  di  GUGLIEMO ACHILLE CAVELLINI  (GAC)

GAC (Guglielmo Achille Cavellini) è stato un importante studioso e collezionista dell'arte astratta europea. Dalla metà degli Anni '40 esordisce con disegni e ritratti. Nel '60, si dedica invece alla sperimentazione: alcuni esempi del suo lavoro sono spesso legati a citazioni, vere e proprie elaborazioni di celebri opere che ne fanno un autentico attore nella messa in scena dell'arte. GAC mette in pratica la sua teoria dell'autostoricizzazione: il fare da sé nel costruirsi attorno l'alone del successo, mettendo in disparte i processi canonici che il sistema utilizza a tale scopo. Non è un atto di megalomane autorappresentazione, bensì l'innescarsi di una procedura alternativa: una rivoluzione all'interno della comunicazione artistica. Andy Warhol si mette a ritrarre Cavellini, e il geniaccio GAC rende omaggio a Andy con il francobollo "Le Marilyn di Warhol" (1984). L’utilizzo dei materiali di recupero (negli oggetti assemblati, negli intarsi in legno, nei carboni), è lo strumento del suo operare. Nascono i Teatrini e i  francobolli d’artista attraverso i quali viene reso omaggio ai geni della pittura: Picasso, Lèger, Matisse, Braque e nasce, anche, l’amore per la Mail Art, movimento libero  e democratico che permette a GAC di avere  contatti e confronti importanti con tanti artisti sparsi su tutto il pianeta.

 

 

 VIRTUAL UNDERGROUND

G.A.CAVELLINI

1914 - 2014

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105  - Salerno

12 aprile 2014 – 30 agosto 2014

Inaugurazione: sabato 12 Aprile 2014, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 17.00 - 20.30

 

e-mail: bongiani@alice.it     

Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/ 



Condividi post

Repost0
11 dicembre 2013 3 11 /12 /dicembre /2013 09:38

 

“I  Messaggeri di  Mauro Molinari ”

 (60 francobolli d’artista dal 1998 al 2013)

 Mauro Molinari, A1-2013

 

Con  il termine Artistamps”, si intendono i Francobolli d'Artista,  le creazioni  grafiche degli artisti che orbitano di preferenza nella Mail Art,  nella Poesia visiva e più in generale nella cosiddetta arte Concettuale, opere   che ricordano e  reinterpretano in maniera originale  le affrancature emesse dai Servizi postali ufficiali  delle varie nazioni. La Mail Art, ideata da Ray Johnson negli anni ’60, nasce come fenomeno artistico  “underground” condividendo le proposte del movimento Fluxus: una forma d’arte essenzialmente  e totalmente  svincolata da giochi di potere e libera da qualsiasi logica  produttiva. Le opere di Mail Art, spedite per posta viaggiano da un capo all’altro del pianeta  e molto spesso si  completano  con i timbri, francobolli,  adesivi e persino elementi tridimensionali. Le buste, e i francobolli sono la chiara testimonianza di un viaggio che finisce per fare parte dell'opera stessa. La produzione dei francobolli d’artista è sterminata e comprende opere di importanti artisti che hanno da tempo  dedicato forze e attenzione  a tale forma di espressione, artisti di grande interesse  come Michael V. Hitrovo e Karl Schwesig, Donald Evans  deceduto nel 1967, Yves Klein, Lamberto Pignotti, Guglielmo Achille Cavellini, e tanti  altri artisti come David Hockney, Ralph Steadman,  Allen Jones, Paolo Scirpa,  Marcello Diotallevi  e  Mauro Molinari.

 

Dal 1998  a oggi,  Molinari ha già realizzato una sessantina di francobolli  tutti di grande qualità e bellezza.  Per rendersene conto basta visionare i  lavori come E2 - “Hacia el nuovo Milenio” del 1999 e  A - 2000, La lengua  International: “Esperanto” creati  per il Museo de Filateria di Oxaca in Messico, oppure, la bella serie di francobolli creati nel 2003 per il Festival  francese d’Avignon o per Aline Girard e Peter Reindl. Dopo il 2003 vi è stata una breve interruzione di questa particolare produzione. Dobbiamo attendere  il 2012 per avere una  importante ripresa di questo modo di fare, sollecitato dallo Spazio Ophen Virtual Art di Salerno con  il progetto Internazionale “In forma di francobollo” dedicato all’artista Marcello Diotallevi. Inoltre, sono del 2013 le tre  ultime e originali opere  dal titolo “I Messaggeri” che  Mauro Molinari ha voluto dedicare all‘Ophen Virtual Art Gallery di Salerno  in cui si nota la grande qualità  e  maestria di questo importante artista italiano.

 

Ci sembra doveroso, a questo punto,  sottolineare che la produzione  “in forma di francobollo” per Molinari non è un semplice cambiamento di formato e di  funzione, stimolato dalle sollecitazioni dei temi trattati,  nel corso di questi anni ha sempre cercato di sperimentare visioni e immagini che indubbiamente, poi,  si ritrovano  presenti anche nelle opere pittoriche. Pertanto, i suoi francobolli non devono essere intesi come semplici elaborazioni ludiche alternative alla sua  più conosciuta   produzione pittorica, ma ricerca “a tutto campo”  in  vista di un approfondimento da convogliare come esperienza  anche nella pittura. Praticamente “un laboratorio d’idee” da sperimentare ad ampio spettro. Questa ultima e generosa stagione lo vede impegnato a  svelare oscuri misteri e strani sortilegi, con una “verve” tutta  immaginativa e altamente visionaria. Non è un caso se poi Mauro Molinari li chiama “Messaggeri”,  ovvero profeti che condividono l’oscurità  e il mistero delle cose  per  poi divenire  anche portatori di conoscenza, di luce  e  di verità.

 

La visione che ha Mauro Molinari è tutta improntata a svelare gli strani intrecci tra memoria e tempo in una sorta di struttura compositiva decisamente malleabile e sfuggente in cui la leggerezza dell’apparire  convive con la provvisorietà  e inconsistenza di un momento  magicamente sospeso. Le sue rappresentazioni “a-temporali”  smantellano la consueta logica di una narrazione e prospettano una visione quando mai  duttile, frammentata,  carica di momenti  e suggerimenti diversi che  s’intersecano e convivono contraddicendo la consueta rappresentazione  logica conseguente di un racconto.  In Molinari i ricordi diventano  frammenti  di poesia sospesa e le presenze ci appaiono come  lacerti di un vivere  illogico e alienato  che definiscono  una sorta di essenza svuotata dell’uomo contemporaneo di oggi,  in cui tutto “può essere e apparire” in un succedersi di eventi e accadimenti  provvisori in divenire altamente evocativi e poeticamente profetici.  

                                                                                     2-.-Tre-francobolli--di--Mauro--Molinari-2013.jpg              Opera di Mauro  Molinari 2013 dedicata a Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno.

Condividi post

Repost0
11 dicembre 2013 3 11 /12 /dicembre /2013 09:33

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105 - Salerno

 

 logo%20grande

 

MOSTRA  PERSONALE

 

 “I  MESSAGGERI

di 

MAURO  MOLINARI”

60 Francobolli d’artista creati tra il 1998 e il 2013

 

21 Dicembre  2013 / 30 marzo 2014

Inaugurazione:  Sabato 21 Dicembre,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario galleria:  tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30.

                              

 

 

“I Messaggeri di Mauro Molinari”  é il titolo della mostra personale che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica a  Mauro  Molinari.    Verranno presentate   60 artistamps  realizzati in un arco di tempo che va dal 1998 al 2013.

 

 

 

Si inaugura sabato 21 dicembre  2013  alle ore 18.00, la mostra Personale  dell’artista Mauro  Molinari.    L’esposizione, sarà accompagnata da un  testo critico  di Giovanni  Bonanno e da  uno scritto di  Alberto  Veca.  Verranno presentati  sessanta francobolli d’artista inclusi gli ultimi tre del 2013 dedicati espressamente allo Spazio Ophen Virtual Gallery di Salerno   che ripercorrono  quindici anni di ricerca, dal 1998 a tutto il 2013.

 

La produzione dei francobolli d’artista è sterminata e comprende opere di importanti artisti che hanno da tempo  dedicato forze e attenzione  a tale forma di espressione, artisti di grande interesse  come Michael V. Hitrovo e Karl Schwesig, Donald Evans  deceduto nel 1967, Yves Klein, Lamberto Pignotti, Guglielmo Achille Cavellini, e tanti  altri artisti come David Hockney, Ralph Steadman,  Allen Jones, Paolo Scirpa e  Marcello Diotallevi.

 

Dal 1998  a oggi,  Molinari ha già realizzato una sessantina di francobolli  tutti di grande qualità e bellezza.  Per rendersene conto basta visionare i  lavori come E2 - “Hacia el nuovo Milenio” del 1999 e  A - 2000, La lengua  International: “Esperanto” creati  per il Museo de Filateria di Oxaca in Messico, oppure, la bella serie di francobolli creati nel 2003 per il Festival  francese d’Avignon o per Aline Girard e Peter Reindl. Dopo il 2003 vi è stata una breve interruzione di questa particolare produzione. Dobbiamo attendere  il 2012 per avere una  importante ripresa di questo modo di fare, sollecitato dallo Spazio Ophen Virtual Art di Salerno con  il progetto Internazionale “In forma di francobollo” dedicato all’artista Marcello Diotallevi. Inoltre, sono del 2013 le tre  ultime e originali opere  dal titolo “I Messaggeri”  di  1 €  che  Mauro Molinari ha voluto dedicare all‘Ophen Virtual Art Gallery di Salerno  in cui si nota la grande qualità  e  maestria di questo importante artista italiano. Per questa mostra personale, inoltre, sono stati prodotti 30 cataloghi a tiratura limitata numerati e firmati con   all’interno una copia originale dei tre francobolli progettati per lo Spazio Ophen Virtual art  Gallery di Salerno.

 

La produzione  “in forma di francobollo” per Molinari non è un semplice cambiamento di formato e di  funzione, stimolato dalle sollecitazioni dei temi trattati,  nel corso di questi anni Molinari ha sempre cercato di sperimentare visioni e immagini che indubbiamente, poi,  si ritrovano  presenti anche nelle opere pittoriche. Praticamente “un laboratorio d’idee” da sperimentare ad ampio spettro. Questa ultima e generosa stagione lo vede impegnato a  svelare oscuri misteri e strani sortilegi, con una “verve” tutta  immaginativa e altamente visionaria. Non è un caso se poi Mauro Molinari li chiama “Messaggeri”,  ovvero profeti che condividono l’oscurità  e il mistero delle cose  per  poi divenire  anche portatori di conoscenza, di luce  e  di verità.

 

La visione che ha l’artista romano è tutta improntata a svelare gli strani intrecci tra memoria e tempo in una sorta di struttura compositiva decisamente malleabile e sfuggente in cui la leggerezza dell’apparire  convive con la provvisorietà  e inconsistenza di un momento  magicamente sospeso. Le sue rappresentazioni “a-temporali”  smantellano la consueta logica di una narrazione e prospettano una visione quando mai  duttile, frammentata,  carica di momenti  e suggerimenti diversi che  s’intersecano e convivono contraddicendo la consueta rappresentazione  logica conseguente di un racconto.  In Molinari i ricordi diventano  frammenti  di poesia sospesa e le presenze ci appaiono come  lacerti di un vivere  illogico e alienato  che definiscono  una sorta di essenza svuotata dell’uomo contemporaneo di oggi,  in cui tutto “può essere e apparire” in un succedersi di eventi e accadimenti  provvisori in divenire altamente evocativi e poeticamente profetici.

 

 

 

 2---Invito-della-mostra-messaggeri-di-Mauro-Molinari.jpg

Mauro Molinari / Biografia

Nato a Roma, vive a Velletri (RM). La sua ricerca artistica si è svolta per cicli che vanno dai registri informali degli anni ’60 alla pittura scritta e alle geometrie modulari del ventennio successivo. Nel 1975 le sue opere sono presenti alla X Quadriennale di Roma. Nel 1974 personale alla galleria d’Arte Internazionale di Roma, pres. S. Giannattasio. Dal 1974 all’81 partecipa alle rassegne internazionali sul disegno della Fundació Joan Miró di Barcellona. Nel 1979 personale alla galleria Il Grifo di Roma, pres. D. Micacchi. Nel 1982 personale alla galleria Il Luogo di Roma, pres. M. Lunetta e C. Paternostro. Nel 1983  e 1985 partecipa all’International Drawing Biennale di Cleveland. Nel 1987 personale alla galleria Incontro d’Arte di Roma, pres. I. Mussa. Negli anni ’90 si dedica alla rielaborazione pittorica dei motivi tessili avviando un ciclo che dura più di 15 anni. Nel 1995 nasce la collana di Orditi & Trame, di cataloghi editi in proprio. Il primo illustra la mostra itinerante promossa dalla Tessitura di Rovezzano e presentata a Roma alla galleria Pulchrum, pres. L. de Sanctis. Nel 1998 personale allo Spazio de la Paix e alla Biblioteca Cantonale di Lugano, pres. A. Veca. Dal 2000 al 2013 partecipa ai  Rencontres Internationales di Marsiglia. Dal 2000 al 2008 collabora con la rassegna internazionale Miniartextil che si tiene a Como ogni anno. Nel 1999-2000 crea il ciclo Stellae Errantes sculture dipinte ispirate ai tessuti sacri, che è stato ospitato in numerosi musei italiani in occasione del Giubileo. Nel 2001 personali alla galleria Il Salotto di Como e al Museo Didattico della Seta di Como, pres. M. De Stasio. Nel 2001 personale al Museo  dell’Infiorata di Genzano, pres. C. F. Carli. Nel 2002 personale al Museo S. Maria di Cerrate Lecce, pres. L. Caramel. Nel 2003  sala personale al Musèe de l’Impression sur Ètoffes di Mulhouse, pres. L. Caramel. Nel 2004 personale a Oman Caffè di Como, pres. L. Caramel. Nel 2005 esposizione allo Spazio Mantero di Como e al Salons de l’Hôtel de Ville di Montrouge, pres. L. Caramel. Nel 2006 Salone d’Arte Moderna di Forlì, pres. F. Gallo, e sala personale al Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia, pres. L. Caramel. Nel 2007 personale alla Fondazione Venanzo Crocetti di Roma, pres. C. F. Carli e C. Paternostro. Nel 2008 sala personale alla VI Triennale Internazionale di Tournai, e personale  alla Biblioteca Angelica di Roma, pres. E. Di Raddo. Dal 2008 sviluppa un ciclo pittorico dove è centrale la figurazione, che si pone come naturale evoluzione del suo percorso creativo. Nel 2009 personale alla galleria Renzo Cortina di Milano, pres. A. Veca. Nel 2010 personale al Museo Carlo Bilotti di Roma, pres. A. Arconti e L. Canova. Nel 2011 e 2012 partecipa al Festival del Libro d’Artista di Barcellona, pres. E. Pellacani. Nel 2013 personale alla galleria Baccina Techne di Roma, pres. G. Evangelista. Allo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno espone 60 artistamps  presentato da Giovanni  Bonanno.

Condividi post

Repost0
21 agosto 2013 3 21 /08 /agosto /2013 17:13

ANNA  BOSCHI

 

- 0 invito retrospettiva di Anna Boschi formato 700 (2) 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105 - Salerno

 

MOSTRA  RETROSPETTIVA

 

 “WUNDERKAMMER / Visual Poetry”

7 Settembre / 30 novembre 2013

Inaugurazione:  Sabato 7 Settembre,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario galleria:  tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30.

                               

 

 

“WUNDERKAMMER / Visual Poetry” é il titolo della mostra retrospettiva che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica a  Anna  Boschi.  Nasce  in contemporanea con le proposte della 55° Biennale Internazionale di Venezia del 2013.  Verranno presentate   82 opere tra  “Scritture, Il volo del poeta, Progetti in-consci e trentuno opere di Poesia Visiva realizzate dall’artista emiliana  tra il 1970 e il 2012.

 

 26----IN-CONSCIO-N-2--60x60---2012.jpg

 

Si inaugura sabato 7 settembre alle ore 18.00, la mostra retrospettiva  dell’artista Anna  Boschi    L’esposizione, sarà accompagnata da un  poema visivo  e da un  testo critico  di Giovanni  Bonanno e da  scritti di Valerio Dehò, Mauro Carrera, Beniamino Vizzini, Roberto Vitali e Eraldo Di Vita.   Verranno presentati  ottantadue opere  scelte che ripercorrono  oltre quarant’anni di ricerca, dai primi anni ’70, fino  alle ultime  proposte  del 2012.

Anna Boschi, per oltre un quarantennio di attività artistica ha utilizzato in modo assiduo la linea, il collage e il colore. E’ stata, da sempre, attratta  dalla  parola e dai materiali;  un tempo le sue “scritture” contenevano lo stratificarsi di carte e frammenti di giornale in una sorta di oscuri  “sudari  anemici” che misteriosamente  affioravano in attesa  di un possibile svelamento. Pagine scritte e frammenti di poesia messa  per un momento a decantare, scrittura come traccia ermetica di un messaggio poetico non del tutto svelato e in quando tale  teso in una dimensione  ancora provvisoria. Garze come frammenti di  intime passioni, come pagine di un libro in cui la scrittura, timidamente s’insinua tra le trame dell’immacolato tessuto per integrarsi in sofferto ma intenso rapporto comunicativo.  Oggi, con i “progetti in-consci” del 2013, il tempo sembra che voglia davvero dilatarsi a dismisura, con la materia che si trasforma  in lievi  e soavi impasti e  in delicate tonalità, con il relativo affioramento di  “sottili incanti” che contagiano compiutamente gran parte dello spazio pittorico. Un procedere decisamente assorto verso un altrove possibile; con le “Mappe  Geography” il dilatarsi dello spazio e del tempo  incorporano  opportunamente tracce  e frammenti di essenza in-conscia tra un divenire essenzialmente mobile,  in un rapporto di pura e collaborativa integrazione. Nelle ultime opere, inoltre, si notano  in prossimità delle periferie delle tavole,  zone di collage tra immagine e parola concepiti come momenti provvisori di stasi prima di un nuovo  e altro incedere dentro la superficie dell’opera. Tracce e grafie definite come memorie di tempo evanescente,  mappe  geometriche e nel contempo geografiche che si dilatano  a dismisura in delicate  superfici  di lilla brillanti e di grigi lucenti  che sembrano  distese infinite.  Sottili ansie affiorano a tratti qua e là. L’opera, tra la ricerca di un ordine e il momentaneo disordine raccoglie i “frammenti in-consci del nostro precario esistere” e si fa luogo e campo  di insolite apparizioni percettive alla ricerca di un nuovo valore e significato da assegnare al mistero delle cose.      

 

ANNA  BOSCHI

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105  - Salerno

7 settembre – 30 novembre 2013

 

Inaugurazione: sabato 7 settembre 2013, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 17.00 - 20.30

 

e-mail: bongiani@alice.it   

Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

 

 

 

 

Biografia 
Anna Boschi - ITALIA

 

 

Nata a Castel S.Pietro Terme-BO, inizia il suo percorso alla fine degli anni Sessanta, privilegiando la sperimentazione dei materiali. Espone dal 1974 e dal 1982 si dedica esclusivamente all’attività artistica e a tutt’oggi ha al suo attivo oltre cinquanta personali e numerose mostre di gruppo in Italia e all’estero. Nel corso della sua ricerca rivolge particolare attenzione alla Poesia Visiva e ai Libri d’artista-Libri-oggetto, partecipando a rassegne internazionali con opere in cui il segno-scrittura si pone in collisione con l’immagine-  Dal 1984 entra a far parte del circuito della Mail Art (Arte Postale) partecipando a mostre internazionali, dando vita ad un ampio archivio ed è promotrice a sua volta di ventitre progetti (di cui dieci curati per il Comune di Castel S.Pietro Terme-Bologna). Dal 1993 al 1997 ha organizzato i “Mailartincontriamoci a Castel S.Pietro Terme”, eventi di performances, installazioni e azioni poetiche. Nel 2003 ha preso parte alla Biennale di Venezia con il Gruppo Brain Academy Apartment – “Sezione Extra 50”. Molti cataloghi e antologie documentano il suo lavoro (anche “A point of View-Visual Poetry, the 90s” – a cura di Dmitri Bulatov – Kaliningrad-Russia e Art-Books in Italy – 1960-1998 a cura di by Liliana Dematteis – Giorgio Maffei).  Nel luglio 2006 – in collaborazione con Mediateca delle Marche e MUSINF di Senigallia – è invitata ad allestire la mostra “Omaggio a Ray Johnson” in occasione della inaugurazione del Civico Museo di Montecarotto (AN).   Nel luglio 2006,   in occasione del DADA al MOMA Museum, partecipa a New York al “Dadaweek”, un meeting relativo alla New York Correspondance School & Bay Area Dadaists sul tema Dada-Fluxus-Mail Art Internazionale. Nel 2009 è invitata alla Retrospettiva “Ray Johnson, please add to & return” presso la Galleria Raven Row di Londra, dove ha presentato il libro “Ray Johnson e la Mail Art – Retrospettive e testimonianze”.  Nel mese di settembre 2010 organizza per conto del Comune di Castel S.Pietro Terme la rassegna ARTBOOKS IN ARCHIVIO – esposizione internazionale di libri d’artista/libri-oggetto in concomitanza e con il logo di ARTELIBRO a Bologna.  Nel 2012 organizza ed allestisce presso il Civico Museo della Grafica e della Mail Art di Montecarotto-AN  e presso la  Galleria d'Arte Contemporanea di Castel S.Pietro Terme-BO - la rassegna internazionale dedicata al cinquantesimo della Mail Art : "1962-2012 - 50 YEARS OF MAIL ART in homage to Ray Johnson" con la partecipazione di 400 Artisti di 37 Nazioni.

Condividi post

Repost0
22 maggio 2013 3 22 /05 /maggio /2013 17:05

“Wunderkammer Artistamps And Cabinet Of Curiosities” è il titolo della seconda collettiva internazionale dedicata ai 70 anni di Marcello Diotallevi e in particolare al francobollo d’artista. Nasce in contemporanea  con le proposte della  55° Biennale Internazionale di Venezia e va  a integrare la prima parte della collezione   già esposta nel dicembre 2012 dal titolo “In Forma di Francobollo”.

 Francobollo di Giovanni Bonanno, Italia

 

Sono  presenti  a questa seconda  importante rassegna internazionale  ulteriori  93  opere realizzate appositamente da Marcello Diotallevi, Shozo Shimamoto, Ben Vautier, Walter Valentini, P. Scirpa,  Lamberto Pignotti, G. A. Cavellini, Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio, Ingrid Behm, Mauro Molinari, Henning  Mittendorf,  Giovanni  Bonanno, Hans Braumuller,  Renata e Giovanni  Strada, Anna  Banana,  Claudio Romeo,  Fulgor C. Silvi,  Silvana Alliri,   Osvaldo Cibils, Lorenzo Di Cecco, Oronzo Liuzzi, Antonio De Marchi Gherini,    Fausto  Paci,  Luc Fierens, C. Mehrl  Bennett, Antonio Sassu, Mauro Manzoni Sala, Mirta Caccaro,   Darlene Altschul,  Bruno Maisons,  Domenico  Ferrara, Franco Flaccavento, Daniel Daligand, Clara Paci, J. A.  Everaers (Ever Arts), Antonio Delle Rose,  Glauco, Lendaro, Camiless, e Donatella Stamer,  Diane Bertrand, Carol Stetser,  BuZ Blurr,   Ko De Jonge,  Bobo Banchi,  Edwin Warney,  Ptrzia Tictac,  Pascal Lenoir,  Andrea Bonanno,  Alfonso Caccavale,  Gyorgy Galantai,  Alfio Fiorentino, Skotoor  Neal Taylor,   Franco Zingaretti, DR Phil Klaus Groh,   Katerina  Nikoltsou,  Marina Salmaso,  Otto  D  Sherman,  Giuseppe Riccetti, Birger Jesch,  Fernando Aguiar,    Guglielmo  Chiara  Diamantini, Marco  Vincenzi,   Luisa Bergamini, Gil  David, Fernanda  Fedi, Gino  Gini, Marinella Giandelli,    Maurizio Follin  e Gabriella Gallo, Patrizio  Scarabottolo, Remy  Penard,  Natale Cuciniello, Francesca Cataldi, Vittorio Tonon,  Daniel De Cullà,  Bruno Cassaglia,  Mogens Otto Nielsen,  Eric Bensidon,  Matthew Rose, Vittore  Baroni,    Takayo Tominaga,  Jorg Seifert, Casana Rosso,  Miche - Art - Universalis,  Schoko Rora & Dobrica Kamperelic,   Umberto Basso, Peter A. Leigh,  Gianni  Broi, Alexander Kholopov, Natalie Lamanova, Roberto Recanatesi, Cheryl Penn,  Eni Ilis,  M. Greenfield   e  Giovanni Fontana. Altri 93 autori internazionali  che  hanno voluto essere presenti a tale nuovo appuntamento. A  definitiva scadenza  del progetto la collezione  di “Artistamps”  del Bongiani  Ophen  Art Museum  di Salerno annovera   già  530 opere   di qualità realizzate da 193 artisti internazionali. Crediamo, davvero,  che sia già una delle più vaste e importanti  collezione virtuali  presenti  e visibili  permanentemente nel Web. 

 

 

 

 

 

Wunderkammer, in italiano  significa camera delle meraviglie, è un'espressione appartenente alla lingua tedesca, usata per indicare particolari ambienti in cui, dal XVI secolo al XVIII secolo, i collezionisti    erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed esteriori. Per noi una raccolta  di oggetti straordinari è senza dubbio quella creata dagli artisti in forma di francobollo, conosciuta anche  con il termine  “Artistamps”. Per gli artisti postali “Wunderkammer” è “il cabinet” della ricerca, dell’invenzione e della libertà poetica,  è  l’angolo e la camera dei sogni e dei desideri dove ogni curiosità può essere  liberamente indagata.   La Mail Art, ideata da Ray Johnson negli anni ’60, nasce come fenomeno artistico  “underground” condividendo le proposte del movimento Fluxus: una forma d’arte essenzialmente  e totalmente  svincolata da giochi di potere e libera da qualsiasi logica  produttiva. Le opere di Mail Art, spedite per posta viaggiano da un capo all’altro del pianeta  e molto spesso si  completano  con i timbri, francobolli,  adesivi e persino elementi tridimensionali. Le buste, e i francobolli sono la chiara testimonianza di un viaggio che finisce per fare parte dell'opera stessa.

Con  il termine  Artistamps, quindi,  si intendono  espressamente i "Francobolli d'Artista") le creazioni  grafiche degli artisti che orbitano di preferenza nella Mail Art,  nella Poesia visiva e più in generale nella cosiddetta arte Concettuale, opere   che ricordano e  reinterpretano in maniera originale  le affrancature emesse dai Servizi postali ufficiali  delle varie nazioni. Nei progetti di Mail Art l'utilizzo di Artistamp testimoniano il passaggio avvenuto tra l’emittente e il ricevente.  In genere  Il francobollo  è  prodotto su carta, stampato da una parte e a volte   persino gommato sul retro come nel caso dei francobolli creati da Marcello Diotallevi  che hanno tutte le caratteristiche formali  di un vero e autentico francobollo legale. L’unica differenza tra un francobollo legale e un francobollo d’artista,  è essenzialmente la non possibilità di essere adoperato come normale affrancatura. La creazione  di Artistamp creati da questi artisti alternativi alle proposte ufficiali, vengono creati con diverse  tecniche, sia manuali che digitali.  Molti autori producono  persino anche annulli postali di fantasia (Cancellations) realizzati, per consuetudine, incidendo gomme per cancellare (Rubber eraser) oppure utilizzando materiali poveri e di riciclo, questi annulli appaiono sul fronte o sul retro come timbri e riportano un motto o una sigla  particolare dell'autore dell’opera.

Si sa che Il primo  autentico francobollo è stato ideato dall'inglese   Rowland  Hill il  6 maggio del 1840, (1 penny, noto come " Penny Black " , inciso da W.Wron);  i primi veri  francobolli  al  mondo, francobolli adesivi, distribuiti  con una incisione elegante della giovane regina Vittoria   rigorosamente in  carta.  Tradizionalmente i francobolli sono   in carta, di forma quadrangolare  o rettangolare e di piccolo formato. Tuttavia,  sono stati prodotti francobolli di diverse  forme, rotondi, triangolari, pentagonali o di forma non geometrica come nel caso dei francobolli a forma di frutta. Raramente sono stati anche prodotti francobolli non di carta, come i francobolli della Svizzera fatti parzialmente di pizzo  o della DDR composti da fibre sintetiche. Sono stati inoltre emessi francobolli  anche  su lamine metalliche. Di recente  La Repubblica Italiana, precisamente  il 2 luglio 2007,  per commemorare il patrimonio artistico rappresentato dalla Basilica di San Vincenzo in Galliano di Cantù  ha emesso  persino un francobollo in legno impiallacciato di betulla.   Come dalla filatelia “alternativa degli artisti postali, anche la filatelia  ufficiale contemporanea  cerca  in tutti i modi di aggiornarsi, tuttavia,  dobbiamo constatare che i  francobolli  creati dagli artisti  postali  e concettuali sono sempre un pò più avanti sia per invenzione che per qualità creativa. Essi si ribellano in tutti i modi possibili  al mondo  costrittivo  delle emissioni di stato dando vita, con intenti  spesso  sociali, satirici e  ludici ad un mondo carico di creatività.

I primi artisti  che avevano prodotto francobolli alternativi a quello del vero circuito del cartavalori legale sono  stati alcuni pionieri  come Michael V. Hitrovo e Karl Schwesig. Tra i primi e più noti esemplari di francobolli d’artista documentati, è sicuramente  un bel francobollo dipinto completamente di blu nel 1957 da Yves Klein, mentre l’artista  Donald Evans  deceduto nel 1967, utilizzò il piccolo formato dentellato per una sterminata produzione di minuziosi acquerelli poi esposti in raccoglitori filatelici, fino alle ricerche concettuali degli artisti Fluxus, e quindi,  alla diffusione planetaria tramite  il network della rete dell'Arte Postale.  Anche Il padre della Poesia Visiva, Lamberto Pignotti,  presente  anche in questa  stessa   seconda  rassegna internazionale dedicata a Marcello Diotallevi,  negli stessi  anni Sessanta, precisamente tra il  1966 e il 1968, ha  dato vita  alla sperimentazione dell’importante  serie dei ‘Francobolli’ (collage di parole e immagini), associando ad  un francobollo messaggi che apparentemente non mostrano nessun legame con la vignetta,  in cui la creatività è stimolata dai generi del fumetto e del fotoromanzo. “I balloon decontestualizzati vengono utilizzati per «far parlare» personaggi celebri attraverso un'immagine semplificata.  L'effetto prodotto dall'accostamento, antitetico è spiazzante e riesce, attraverso un'azione apparentemente ludica  a attivare un dialogo su più livelli. L’artista toscano confessa: “mi interessa il discorso dello spaesamento, della de-contestualizzazione”, e infatti,  le frasi aggiunte ai francobolli spostano l'attenzione e il significato proposto dalla carta valore. 

 

Dello stesso periodo  è anche la produzione di Guglielmo Achille Cavellini, artista italiano che nel 2014 ricorre il centenario della nascita e quindi le celebrazioni. GAC come preferiva farsi chiamare,  tra il 1966 e il 68  crea  i francobolli in legno  e poi, nel 1968 - 70 con i carboni combusti la serie di lavori relazionabili al  concetto di celebrazione. Il francobollo è ora  un esempio concreto.

 

Anche Marcello Diotallevi, l’artista a cui è dedicato questo progetto internazionale, proprio negli anni 80 inizia a realizzare i primi francobolli, precisamente nel  1984 (qualche anno prima, aveva creato qualche esemplare unico di cui,  purtroppo, non  si ha più  la  reale documentazione dell’operazione artistica).  Secondo Marcello Diotallevi i francobolli d'artista stanno a quelli ufficiali come i libri d'artista a quelli che fanno letteratura”, confessando: “Sebbene essi non appartengano alla filatelia ufficiale, morfologicamente le sono vicini, appaiono traforati, la carta è gommata, hanno un valore facciale e qualcosa da celebrare”. così  l’artista  definisce  il proprio lavoro.  Dal  1984, in tutto, ne ha realizzati una ventina sempre di grande qualità creativa.   Negli stessi anni  di Diotallevi, Cavellini  crea la serie  interessantissima di lavori prodotti su carta che si sviluppa a tutti gli anni novanta,(anno della morte).  Anche  diversi altri artisti come David Hockney, Ralph Steadman e Allen Jones  hanno prodotto francobolli d’artista, realizzate  appositamente in occasione dello sciopero generale delle Poste inglesi del 1971.   Oggi la  produzione dei francobolli d’artista è sterminata e comprende opere di importanti artisti che hanno da tempo  dedicato forze e attenzione  a tale forma di espressione, artisti di grande interesse che hanno voluto essere presenti in queste due collettive internazionali.

 

Ormai,  molti artisti  soprattutto postali e concettuali  si costruiscono il proprio francobollo, che diviene così un messaggio nel messaggio. un’arte che si accontenta delle piccole dimensioni d’un francobollo per poter viaggiare più comodamente e gratuitamente superando barriere e limiti. Tra i prodotti mail-artistici più curiosi, i francobolli hanno un fascino  davvero particolare includendo le  ridotte dimensioni racchiudono un mondo in cui l’arte sovverte un codice - quello postale - fatto di formato, contorno per lo più dentellato, iconografia, indicazione dello stato ed infine del valore. Un’arte, quindi,  apparentemente inoffensiva,  spesso potenzialmente divertente,  capace però di superare lunghe distanze planetarie, innescando  tramite una sorta di  «cavallo  di Troia»  meccanismi relazionali e comunicativi e soprattutto  veicolare il proprio messaggio  in relazione ad una filatelia alternativa   “ di frontiera”,  contrassegnata  dalla più sfrenata e originale  invenzione poetica.     

                                                                                                                Giovanni  Bonanno

 

 Francobollo di Marcello Diotallevi, Italia

 

 

MARCELLO  DIOTALLEVI

Nato nel 1942 a Fano. E' vissuto per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato l'attività di restauratore presso il Laboratorio di Restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all'insegna dell'irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta, quindi per qualche tempo si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Verso la fine degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell'area della Mail Art e della Poesia Visiva di cui è tuttora un impegnato protagonista. In oltre quarant’anni di attività artistica ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Nel corso del tempo ha tenuto varie mostre personali nelle maggiori città italiane, partecipando nel contempo a esposizione collettive in tutto il mondo. Si occupa in prevalenza di installazione, Poesia Visiva e Mail Art. E' l'autore della copertina della Guida al Musée National d'Art Moderne - Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur 1983). Nel 2003 riceve l'invito a tenere una performance nella Sezione "Extra 50" della 50esima Edizione Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia ma, non essendo egli un performer, declina l'invito. Nel 2007 è stato invitato alla 52esima Biennale di Venezia e poi nel 2011 alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Tibet, a cura di Ruggero Maggi. Dal 1974 vive e lavora a Fano.

 

Francobollo-di---Mirella--Bentivoglio--Italia.jpg

 

Qui di seguito vengono elencati tutti gli artisti presenti  nelle due  rispettive collettive internazionali  dedicate al francobollo d’artista: 

Marcello Diotallevi, Michel Della Vedova,  Giancarlo Pucci, Francesco Mandrino, Ruggero Maggi, Emilio Morandi, Paolo Scirpa,  Clemente Padin,  Anna Boschi,  Alexander Limarev,  Vittore Baroni,  Andrea Bonanno,  Carlo Iacomucci,  Lancillotto Bellini,  Rosanna Boraso,  Ezio Ferrari, Alberto Vitacchio, Giovanni Bonanno, Lamberto Pignotti, Guido Bondioli,  Fulgor C. Silvi, Giuseppe Denti,  Domenico Severino, Willie  Marlowe,  Carla Bertola,  Gian Paolo Roffi,  Carmela Corsitto,   Serse Luigetti,  Salvatore Anelli,  Claudio Grandinetti,  Bruno e Liliana Tonucci,  John Held JR, Simone Affabris,  Darlene Altschul,  Greta Schodl,  Antonio Di Gaspero,  Sergio Poddighe,  Rolando Zucchini,  Ernesto Terlizzi,  Francesco Aprile,  M. P. Fanna Roncoroni,  Stathis Chrissicopulos,  Tarcisio Pingitore,  Teo De Palma,  Giuliano Mammoli,  Jean-Noel Laszlo,  Daniel Daligand,  Franco Massanova,  Eugenio Giannì,  Irma Blank,  Mauro Molinari,  Oh Boy Mailart,  Keith Bates,  Christine Tarantino, Roberto Scala, Adriano Bonari,  Giorgio Regnicoli, Rosanna Veronesi, Michele Caldarelli,  Fernando Andolcetti, Oliviero Olivieri, Roberto Vincenzo Zito,  Guglielmo Girolimini,  Gianni Ottaviani,  Anna Alessandroni, Enzo Mula,  Francesco Guerrieri,  Lucia Marcucci,  Davide Argnani,  Franco  Gordano,  Maryse Aspart Cena, Cosimo Cimino,  Rossella Izzo,  Giordano Bruno Galli,  Sergio Cena,  Sophia Martinou, Adriano Di  Giacomo,  Anna Cochetti,  Gabriella Maramieri,  Angela Noya Villa,  Paolo Carnevale,  Lillo Giuliana,  Angela Caporaso, Anna Seccia,  Lucio Del Gobbo,  Dino Sileoni,  Franco Spena, Patrizia Battaglia, Gugliemo Achille Cavellini,  Shozo Shimamoto, Ben Vautier,  Mirella Bentivoglio,  Bruno Cassaglia,   Claudio Romeo,  C. Mehrl  Bennett,  Anna Banana,  Oronzo Liuzzi,  Hans Braumuller,  Mauro Manzoni  Sala,  Jorg Seifert,  Ingrid Behm,  Luc Fierens,  Walter Valentini,  Renata e Giovanni Strada,  Mirta Caccaro, Tomaso Binga,  Lorenzo Di Cecco, Antonio Sassu,  Silvana  Alliri,  Antonio De Marchi Gherini, Marco Vincenzi,   Ptrzia Tictac,  Bobo Banchi,  Alfio Fiorentino,  Antonio Delle Rose,  Fernando Aguiar,  Edwin Varney,  Pascal  Lenoir, Bruno Maisons,  Birger Jesch, Domenico Ferrara,  Alfonso Caccavale,  Ko De Jonge,  Franco  Flaccavento,  Giuseppe Riccetti,  BuZ Blurr,  Chiara Diamantini,  Marina Salmaso,  Dr phil. Klaus Groh,  J. A.  Everaers (Ever Arts),  Katerina  Nikoltsou,  Skotoor  Neal Taylor,  Glauco, Lendaro, Camiless, e Donatella Stamer,  Franco Zingaretti,  Otto D  Sherman,  Clara Paci, Carol Stetser,  Gyorgy Galantai,  Diane Bertrand, Alexander Kholopov,  Mogens Otto Nielsen,   Roberto Recanatesi,  Luisa Bergamini,  Umberto Basso,   Maurizio Follin e Gabriella Gallo,  Natale Cuciniello,  Remy Penard,  Patrizio  Scarabottolo,  Matthew Rose,   Gianni  Broi,  Francesca Cataldi,  Vittorio Tonon,   Miche - Art - Universalis,   Osvaldo  Cibils,  Giovanni Fontana,   Cheryl Penn,   M. Greenfield,  Natalie Lamanova,  Gino Gini,   Gil  David,  Fausto  Paci,  Takayo Tominaga,   Rora & Dobrica Kamperelic,  Eni Ilis,  Eric Bensidon,   Daniel De Cullà,  Fernanda Fedi,  Marinella Giandelli,  Peter A. Leigh,  Schoko Casana Rosso,  Henning  Mittendorf.

 

 

 

Condividi post

Repost0
22 maggio 2013 3 22 /05 /maggio /2013 16:53

Francobollo-di-Giovanni-Bonanno--Italia.jpg 

 

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105 - Salerno

 

 

 ”WUNDERKAMMER ARTISTAMPS”

-And  Of  Cabinet   Curiosities-

70 Years di Marcello Diotallevi

 

 

Francobollo-di-Marcello-Diotallevi--Italia.jpg

 

MOSTRA  COLLETTIVA INTERNAZIONALE

 DI   FRANCOBOLLI  D’ARTISTA

1 giugno – 31 agosto 2013

Inaugurazione:  Sabato 1 giugno  2013,  ore 18.00

 

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it  – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario:  tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30

                               

 

 

“Wunderkammer Artistamps And Cabinet Of Curiosities” è il titolo della seconda collettiva internazionale a cura di Giovanni  Bonanno  dedicata ai 70 anni di Marcello Diotallevi e in particolare al francobollo d’artista. Nasce in contemporanea  con le proposte della  55° Biennale Internazionale di Venezia e va  a integrare la prima parte della collezione   già esposta nel dicembre 2012 dal titolo “In Forma di Francobollo”.

 

Sono  presenti  a questa seconda  importante rassegna internazionale  ulteriori  93  opere realizzate da Walter Valentini, P. Scirpa,  Ben Vautier, Marcello Diotallevi, Lamberto Pignotti, Shozo Shimamoto,  G. A. Cavellini, Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio, Ingrid Behm, Mauro Molinari, Henning  Mittendorf,  Giovanni  Bonanno, Hans Braumuller,  Renata e Giovanni  Strada, Anna  Banana,  Claudio Romeo,  Fulgor C. Silvi,  Silvana Alliri,   Osvaldo Cibils, Lorenzo Di Cecco, Oronzo Liuzzi, Antonio De Marchi Gherini,    Fausto  Paci,  Luc Fierens, C. Mehrl  Bennett, Antonio Sassu, Mauro Manzoni Sala, Mirta Caccaro,   Darlene Altschul,  Bruno Maisons,  Domenico  Ferrara, Franco Flaccavento, Daniel Daligand, Clara Paci, J. A.  Everaers (Ever Arts), Antonio Delle Rose,  Glauco, Lendaro, Camiless, e Donatella Stamer,  Diane Bertrand, Carol Stetser,  BuZ Blurr,   Ko De Jonge,  Bobo Banchi,  Edwin Warney,  Ptrzia Tictac,  Pascal Lenoir,  Andrea Bonanno,  Alfonso Caccavale,  Gyorgy Galantai,  Alfio Fiorentino, Skotoor  Neal Taylor,   Franco Zingaretti, DR Phil Klaus Groh,   Katerina  Nikoltsou,  Marina Salmaso,  Otto  D  Sherman,  Giuseppe Riccetti, Birger Jesch,  Fernando Aguiar,    Guglielmo  Chiara  Diamantini, Marco  Vincenzi,   Luisa Bergamini, Gil  David, Fernanda  Fedi, Gino  Gini, Marinella Giandelli,    Maurizio Follin  e Gabriella Gallo, Patrizio  Scarabottolo, Remy  Penard,  Natale Cuciniello, Francesca Cataldi, Vittorio Tonon,  Daniel De Cullà,  Bruno Cassaglia,  Mogens Otto Nielsen,  Eric Bensidon,  Matthew Rose, Vittore Baroni,  Takayo Tominaga,  Jorg Seifert, Casana Rosso,  Miche - Art - Universalis,  Schoko Rora & Dobrica Kamperelic,   Umberto Basso, Peter A. Leigh,  Gianni  Broi, Alexander Kholopov, Natalie Lamanova, Roberto Recanatesi, Cheryl Penn,  Eni Ilis,  M. Greenfield   e  Giovanni Fontana.  Altri 93 autori internazionali  che  hanno voluto essere presenti a tale nuovo appuntamento. A  definitiva scadenza  del progetto la collezione  di “Artistamps”  del Bongiani  Ophen  Art Museum  di Salerno annovera   già  529 opere   di qualità realizzate da 193 artisti internazionali. Crediamo, davvero,  che sia già una delle più vaste e importanti  collezione virtuali  presenti  e visibili  permanentemente nel Web. 

 

 

MARCELLO   DIOTALLEVI:

Nato nel 1942 a Fano. E' vissuto per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato l'attività di restauratore presso il Laboratorio di Restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all'insegna dell'irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta, quindi per qualche tempo si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Verso la fine degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell'area della Mail Art e della Poesia Visiva di cui è tuttora un impegnato protagonista. In oltre quarant’anni di attività artistica ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Nel corso del tempo ha tenuto varie mostre personali nelle maggiori città italiane, partecipando nel contempo a esposizione collettive in tutto il mondo. Si occupa in prevalenza di installazione, Poesia Visiva e Mail Art. E' l'autore della copertina della Guida al Musée National d'Art Moderne - Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur 1983). Nel 2003 riceve l'invito a tenere una performance nella Sezione "Extra 50" della 50esima Edizione Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia ma, non essendo egli un performer, declina l'invito. Nel 2007 è stato invitato alla 52esima Biennale di Venezia e poi nel 2011 alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Tibet, a cura di Ruggero Maggi. Dal 1974 vive e lavora a Fano.

 

 

 

 

 

“Wunderkammer Artistamps”

And Cabinet Of Curiosities

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105  - Salerno

1 giugno 2013 – 31 agosto 2013

Inaugurazione: sabato 1 giugno 2013,  ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 17.00 - 20.30

 

e-mail: bongiani@alice.it     

Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/  

Condividi post

Repost0
22 dicembre 2012 6 22 /12 /dicembre /2012 16:47

ARTISTAMPS/ IN FORMA  DI  FRANCOBOLLO

 Lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno nasce nel 2009 come uno spazio sperimentale cercando da subito  di far capire che la sola legge del mercato non necessariamente prevale sul dato culturale e creativo. Anzi, molto spesso la produzione alternativa degli artisti cosiddetti “ di frontiera” raggiunge altissimi livelli innovativi e poetici al di sopra dagli standard imposti dal sistema ufficiale dell’arte contemporanea proprio perché gli artisti che io considero “di confine”, in particolar modo gli artisti postali,  si trovano volutamente a condividere un nuovo modo d’intendere la comunicazione al di fuori di un normale e asettico circuito di norma commerciale. La Mail Art, ideata da Ray Johnson negli anni ’60, nasce, appunto, come fenomeno essenzialmente artistico condividendo le proposte del movimento Fluxus in una sorta di forma d’arte totalmente relazionale e  “underground”, svincolata dai logici schemi produttivi proposti dalle gallerie commerciali. Le opere di Mail Art, spedite per posta viaggiano da un capo all’altro del pianeta e molto spesso si completano con i timbri,  francobolli, adesivi e persino elementi  tridimensionali. Le buste, e i francobolli sono la chiara testimonianza di un viaggio che si arricchisce sempre più di nuove proposte comunicative diventando molto spesso  opere d’arte.   Per celebrare la ricorrenza del 70° compleanno di Marcello Diotallevi (24 aprile 1942) gli artisti si sono impegnati a lavorare su una matrice atta ad ospitare la propria  personale  visione, cercando in linea di massima di rispettare le caratteristiche base di un vero francobollo. Perché possano venire considerati francobolli d’artista (artistamps), i lavori devono avere forma di francobollo, che poi questa forma base venga spesso stravolta fa parte dell’operazione artistica, sempre nel limite che essa  sia ancora riconoscibile e quindi possa essere ancora recepita visivamente in quanto tale. Per far sì che un limite venga davvero superato occorre che ci sia la premessa e quindi l’illusione di avere in mano un “francobollo”. Tuttavia, se sono “in forma di francobollo”, non  vuol dire  necessariamente che i francobolli d’artista “lo sono davvero” quindi, non sono semplici creazioni tipografiche a valore legale in funzione di una reale spedizione postale. Si accetta provvisoriamente la forma di un francobollo per indicare una funzione momentanea, per poi, subito dopo, trovare un diverso ordine e sbocco linguistico, diventando molto spesso efficace messaggio poetico capace di viaggiare e superare barriere e limiti fittizi. Ecco svelato il potere dirompente, trasformatore e liberatorio della parola “In Forma” capace di dominare, nonostante la provvisoria condizione di condividere in parte le caratteristiche base  di un  francobollo.  In questa prima rassegna vengono esposti  88 opere realizzate appositamente da altrettanti artisti internazionali che per questa occasione hanno voluto esserci.  

   

 

VISITA LA MOSTRA:

http://www.ophenvirtualart.it/mostra.php

 

LA PRESENTAZIONE:

 http://www.ophenvirtualart.it/presentazione.php  

 

VISITA LA SALA 45: BONGIANI ARTISTAMPS:

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=45 

 

 (Si comunica che tutti gli artisti non presenti in questa prima collettiva internazionale di Artistamps dedicata a Marcello Diotallevi, parteciperanno alla prossima  mostra  “Artistamps” di giugno 2013, intesa come evento contemporaneo e collaterale  con la 55° Biennale Internazionale di Venezia).

Condividi post

Repost0
16 dicembre 2012 7 16 /12 /dicembre /2012 10:36

“Settant'anni tra buste  e francobolli d'artista”

 

Marcello Diotallevi ha compiuto settant'anni e per tale importante occasione sono stati invitati diversi artisti a fare quello che lui ha fatto da sempre e con classe:“francobolli d'artista”. La richiesta che avevamo fatto agli artisti i era quella di spedire “in forma di francobollo” quanto già realizzato precedentemente, oppure  d’intervenire possibilmente su una matrice base già predisposta. L’unica condizione era quella  che doveva assomigliare per sommi capi ad  un  francobollo, vicino alla filatelia ufficiale e possibilmente traforato.  I primi francobolli  Marcello Diotallevi li ha creati negli anni 80 e precisamente nel  1984 (qualche anno prima, aveva creato qualche esemplare unico di cui,  purtroppo, non  si ha più  la  reale documentazione dell’operazione artistica svolta dall’artista fanese.  Secondo l’artista fanese i francobolli d'artista stanno a quelli ufficiali come i libri d'artista a quelli che fanno letteratura”; così Marcello  definisce  il proprio lavoro.  Sul finire degli anni Settanta traghetta la sua creatività nella Mail Art con interventi originali anche nella produzione di  “francobolli d'artista”.  Dal  1984, in tutto ne ha realizzati una ventina, sempre di grande qualità creativa.  L'artista  marchigiano confessa: “Sebbene essi non appartengano alla filatelia ufficiale, morfologicamente le sono vicini, appaiono traforati, la carta è gommata, hanno un valore facciale e qualcosa da celebrare”.  Sono stati spesso esposti: dal  “Brandale” di Savona  al “Caffè Voltaire” di Firenze, dal  “Il luogo” di Roma al  “Milan Art Center” di Milano. Inoltre, sono stati presentati anche al Palazzo dei Diamanti di Ferrara  a “Arte Fiera” di Bologna. Il primo, l'esemplare del 1984, si intitola “For peace” ed offre ironicamente una colomba che indossa un elmetto da militare. Un francobollo   del 1999,  «Halloween»  celebra la festa omonima del 31 ottobre. Un altro ancora  è "Mail heart” e risale al 1990. Contiene un cuore composto da un collage di frammenti di francobolli, fino a quelli più recenti creati in questi ultimi tempi come “Italia 2011” del valore di 0,60 cent. di euro,  per celebrare degnamente il 150°  anniversario dell’Unità d’Italia,  oppure, “70 years” del valore  non legale di 1,40 €, creato proprio quest’anno per la  ricorrenza del suo stesso settantesimo compleanno.

 

   

 Nato nel 1942 a Fano. E' vissuto per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato l'attività di restauratore presso il Laboratorio di Restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all'insegna dell'irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta, quindi per qualche tempo si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Verso la fine degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell'area della Mail Art e della Poesia Visiva di cui è tuttora un impegnato protagonista. In oltre quarant’anni di attività artistica ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Nel corso del tempo ha tenuto varie mostre personali nelle maggiori città italiane, partecipando nel contempo a esposizione collettive in tutto il mondo. Si occupa in prevalenza di installazione, Poesia Visiva e Mail Art. E' l'autore della copertina della Guida al Musée National d'Art Moderne - Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur 1983). Nel 2003 riceve l'invito a tenere una performance nella Sezione "Extra 50" della 50esima Edizione Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia ma, non essendo egli un performer, declina l'invito. Nel 2007 è stato invitato alla 52esima Biennale di Venezia e poi nel 2011 alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Tibet, a cura di Ruggero Maggi. Dal 1974 vive e lavora a Fano.                                                                              (Giovanni  Bonanno) 

 

 

 

 

LA PITTURA:  “DALLA  LETTERA  AL VOLO”

 

Marcello Diotallevi, classe 1942, sul finire degli anni Settanta ha iniziato le sue irruzioni  nell’area della Mail Art e con   contatti sempre più intensi  con la Poesia Visiva, utilizzando le lettere dell'alfabeto per accumuli, disseminazioni liberati da qualsiasi senso  e significato letterale, e in questi ultimi anni, anche del recupero del colore e dell’uso gioioso della pittura. Artista di voli a cielo aperto di  “parole al vento”,  di  insolite lettere senza destinatario che ritornano al mittente; lettere in cui l’accumulazione grafica di simboli di tipo grafico creano nuove associazioni sempre imprevedibili e nuove,  disarticolando il linguaggio  e riducendolo a pezzi. Ora con gli ultimi lavori  Le parole incantate volano allegre nello spazio come dolci fiabe senza tempo. L’intera produzione  dell’artista di Fano nasce dall’ibridazione dei linguaggi fino a sconfinare con convincente disinvoltura nella poesia visiva. Di questi ludici interventi provocatori   ne è responsabile Marcel Duchamp artista amato da Marcello per la componente estetica e concettuale. Ne viene fuori una sorta di viaggio poetico  dentro la fantasia e l’incanto,  con   la definizione di  presenze che cercano di esercitarsi al volo, a condividere l’indefinito. Cervi volanti e ippogrifi  cavalcano  raggianti il tempo di un momento, apparizioni che si formano e nello stesso tempo  si stravolgono  per  definirsi in  poemi colorati destinati al vento. Alla base  vi è l’ironia come sistema per indagare il presente con il fine di evidenziare gli aspetti  più particolari,  lasciando alla casualità provvisoria  la possibilità di destare stupore e meraviglia. Tutta l’intera  ricerca  di Diotallevi è improntata da questo particolare  modo di fare. Come per esempio  le  «Lettere autografiche» di un tempo sistemate sui fogli bianchi imbustati che spediva per posta a  destinatari inesistenti creando così lo smarrimento e  la trasgressione. Si badi bene non la ricerca della casualità “tout court”, fine a se stessa, ma come sollecitazione e possibilità di accamparsi nel provvisorio e nell’evento non programmato e definito. Così è  stato anche per i racconti fantastici e immaginari delle  “Fiabe al vento” di questi ultimi tempi,  quasi dei collage composti da frammenti assemblati di ripstop di vari colori. La loro  forma suggerisce strani aquiloni  rampanti che volano  nell’aria in attesa di stabilizzarsi in una dimensione più certa. Per sedimentarsi  cercano l’infinito, l’immateriale  e il mistero come essenza.  La loro sagoma colorata  evidenzia lettere ritagliate,  svuotate di peso, che si stabilizzano all’interno della superficie colorata. Lettere dal destino vago e ingrato  volano “come  francobolli” in attesa che qualche  possibile destinatario possa decifrare gli oscuri presagi della parola, si aggrappano avidamente all’immaginazione e si lasciano andare al flusso delle correnti, coscienti  di non poter essere più significato compiuto ma  sola  presenza sfuggente.       Giovanni Bonanno

  

 

 – Marcello Diotallevi – studio  via Veneto, 59 – 61032 Fano – Italia

 VISITA/ Siti di riferimento: 

 

http://www.caldarelli.it/diotallevi.htm

 

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=21

 

 

 

Artistamp:

 

http://www.artpool.hu/Artistamp/default.html

 

http://www.artpool.hu/Artistamp/PFranke.html

 

http://www.artpool.hu/Artistamp/text/Galantai.html

 

http://iuoma-network.ning.com/group/artistampscreators?commentId=2496677%3AComment%3A910037&xg_source=activity

 

http://artistampmuseum.blogspot.it/ 

 

http://artistampmuseum.blogspot.it/2010/10/book-artistamps-francobolli-dartista.html

 

http://artestudiomorandi.blogspot.it/2010_09_01_archive.html

 

 

Condividi post

Repost0