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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:28

MOSTRA RETROSPETTIVA

“RYOSUKE COHEN / FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001 – 2015

“Inside and outside the body/dentro e fuori il corpo”

La Mail Art è nata più di 50 anni fa, nel 1962, da quando l'artista americano Ray Johnson, fondò la “New York Corrispondance School of Art” occasionalmente in contemporanea con il movimento “ Fluxus” del lituano-americano George Maciunas (1961) e la Pop Art di Leo Castelli a New York (1962). Una sorta di scuola d’arte per corrispondenza nella quale gli elaborati grafici con l’inserimento di timbri e collage venivano per la prima volta spediti per posta a conoscenti e persino ignari destinatari, dando completa autonomia alla comunicazione e rendendo questo nuovo modo di espressione totalmente libero e al di fuori di qualsiasi schema imposto e prefissato dal potere culturale e di conseguenza dal mercato ufficiale dell’arte. Dopo Ray Johnson, anche Gugliemo Achille Cavellini, nei primi anni 70 (1971), aveva inventato “l'autostoricizzazione”, realizzando delle mostre a domicilio e utilizzando i cataloghi che inviava in visione agli artisti del Network.

Questi due artisti, per primi, avevano solo accennato a questa nuova e possibile strategia di messa in crisi del sistema culturale che non permetteva nessuna intrusione se non avvalorato da un potere forte che condizionava e controllava le proposte e le scelte al fine di regolarne il flusso e ossigenare il mercato dell’arte. E’ stato soprattutto Cavellini (GAC), a compiere “il grande passo”; quello di contrapporsi ad un sistema ormai monotono; un ulteriore sviluppo verso la messa in crisi del tradizionale sistema dell’arte. Negli anni 80, precisamente nel giugno del 1985, l’artista giapponese Ryosuke Cohen rimette ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione, in un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa proponendo un particolare progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi, in cui i singoli artisti collaborano inviando per posta a Cohen disegni, francobolli, timbri, adesivi o altro. Egli utilizzando un vecchio sistema serigrafico, chiamato ciclostile (ormai fuori produzione) fa 150 copie A3 (30x42). E’ un progetto ancora attivo che viene stampato ogni 10 giorni e rispedito ai rispettivi collaboratori, allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Tra 2-3 anni è previsto il lavoro per completare la stampa “Brain Cell n° 1.000. Ormai, l’artista Cohen rifiuta l’opera unica e concetti consueti come l’originalità, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca e la libertà dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale antiquato e passatista.

Nella pratica dell’arte postale non esiste un’unica ideologia o “ism” ben solida capace di sopravvivere e prevalere sulle altre. Secondo Ray Johnson, “Mail Art is not a single art movement, but is quite a megatrend that insists that we change our consciousness”, quindi, non è un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento “trasversale” a tutte le altre proposte ed esperienze artistiche che ci sollecita concretamente a prendere coscienza di noi stessi. Di conseguenza, si condividono i frammenti di idee con altri artisti in una relazione libera da “copyright”, utilizzando e trasformando persino le opere di altri autori in un incessante “add and send by mail” collettivo. Nella pratica elitaria attuata dal sistema istituzionale ufficiale dell’arte si preferisce la concorrenza piuttosto che la cooperazione e la sperimentazione. Nella Mail Art questi concetti scompaiono per dare spazio alla creatività e alla ricerca spontanea svolta in campo in modo paritario.

Nato nel 1948 a Osaka, in Giappone, Ryosuke non è il primo e unico artista postale giapponese, prima di lui anche Shozo Shimamoto aveva condiviso la Mail Art, tuttavia, è certamente l’autore giapponese più longevo e per certi versi, anche il più interessante e attivo nel network internazionale di chiunque altro per la diffusione capillare della pratica Mail artistica. Dopo “Brain Cell”, nell'agosto 2001 ha iniziato anche un altro progetto chiamato “Fractal Portrait Project”, iniziato in Italia al fine di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo ritratti e Silhouette (face and body) agli amici artisti incontrati in questi anni nei in diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Secondo Cohen, “Brain Cell” è come la struttura di un cervello visto al microscopio, ci appare come lo schema delle rete con migliaia di neuroni accumulati e ramificati insieme proprio come il Network dell’arte postale. La Mail art - scrive l’artista - “is dynamic", because you can be more of an individual free to create works of art with a new mind, being fragments of the entire network and sharing snippets of many other artists", e poi, “la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D a A, da C a A e così via, è come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perché ha definito questo tipo di esperienza “Brain Cell (cellule del cervello)”. Praticamente è il risultato di un complesso intreccio di cellule nervose del cervello, un progetto senza fine, aggiungendo, “ciò che nasce dal “flusso” Dada, Fluxus e Mail Art è l’unico modo per realizzare la nuova arte del domani”.

Fractal (frattale), letteralmente significa figure simili fra loro, il nuovo concetto è stato utlizzato per prima dal matematico francese B. Mandelbrot all’Istituto Watson IBM. La caratteristica principale dei frattali è “l’auto similarità”, la ripetizione sino all'infinito di uno stesso motivo caratterizzato dall’indeterminatezza temporanea e provvisoria del suo esistere, come per esempio, gli alberi della foresta Amazzonica del Sud America che si compone di numerose specie che convivono insieme. Nel 2006 Ryosuke Cohen, scrive: “Nowadays I have come to realize that we are all part of a fractal, and that I can be a piece of that fractal, and that I can create art, in a way that extends beyond myself as an individual, in communication with infinite mail artists' ideas”, (oggi mi sono reso conto che siamo tutti parte di un frattale e che posso essere un pezzo di quel frattale estendendomi come individuo al di là di me stesso in una infinita comunicazione di idee con gli artisti postali).

Questa particolare concezione personalmente preferisco chiamarla “swarm intelligence traducibile come: intelligenza dello sciame, è un termine più vicino a tutti gli esseri viventi coniato per la prima volta nel 1988 in seguito a un progetto ispirato ai sistemi robotici. Esso prende in considerazione lo studio dei sistemi auto-organizzati, nei quali un'azione complessa deriva da un fare collettivo, come accade in natura nel caso di colonie di insetti, stormi di uccelli, branchi di pesci oppure mandrie di mammiferi. Secondo la definizione di Beni e Watt la swarm intelligence può essere definita come: “Proprietà di un sistema in cui il comportamento collettivo interagisce in modo collaborativo producendo risposte funzionali al sistema”, sia ben chiaro, non inteso in senso speculativo e in funzione di un risultato economico, bensì, di una risposta partecipativa in funzione di un concreto apporto creativo “non autoritario”, proprio come avviene nella prassi collaborativa del movimento della Mail art.

Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio che nasce dal contributo degli altri e si materializza nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente coinvolti. Le varie stampe del progetto Brain Cell realizzate da Cohen non possono essere considerate opere “finite”, intese come opere che si completano nella realizzazione della copia grafica, ma di un’opera caratterizzata dall’indeterminatezza e provvisorietà del proprio esistere insito nel suo DNA. Di certo, se il risultato finale di ogni stampa fosse davvero “un’opera compiuta”, credo che Cohen smetterebbe di colpo di realizzare altre copie di “Brain Cell”, proprio perché svuoterebbe pesantemente il senso e la filosofia generatrice di questa particolare pratica artistica.

Una considerazione sul lavoro di Cohen che è doveroso fare è quella di aver messo, “fuori gioco”, ancora una volta, il vecchio sistema ufficiale dell’arte, relegando fuori dalla porta personaggi equivoci come i galleristi, i critici d’arte e persino i collezionisti di opere d’arte dal momento che lo scambio delle opere prodotte avviene tra gli artisti del Network. Quindi, le opere realizzate non vengono trattenute e conservate dall’artista in vista di un consueto profitto ma inviate ai rispettivi collaboratori. Con la spedizione postale delle stampe i collaboratori, utilizzano i propri archivi, diventando altresì collezionisti delle opere ricevute Spesso, con i lavori “Brian Cell” realizzati nei vari tour che ogni anno l’artista fa in giro per il mondo si organizzano delle mostre. Tuttavia, risulta quanto mai complicato e difficile organizzare tradizionali mostre con i “Fractal Portrait Project” proprio per la reale difficoltà a reperire e raccogliere concretamente le diverse opere donate nel tempo agli amici artisti rappresentati.

Nella seconda mostra contemporanea parallela a questa viene presentata nell’altro spazio, virtuale “www.ophenvirtualart.it” una particolare sezione didattica dal titolo “INSIDE AND OUTSIDE THE BODY”, (dentro e fuori il corpo), comprendente l’analisi Fractal Portrait tra Face, Body e Work svolta lungamente da Cohen nel campo della performance. In particolare vogliamo evidenziare un lato ancora nascosto e quindi poco conosciuto; mi riferisco soprattutto alle opere “Body”, alla serie delle slhouette del corpo create dal 2001 in poi fino a oggi, realizzate dall’artista giapponese in particolari momenti collettivi unendo insieme diversi fogli Brian Cell in cui i soggetti, gli amici incontrati nei vari tour vengono invitati a distendersi sopra questi fogli, con l’artista impegnato per l’occasione a disegnare e rilevare il contorno immediato del corpo. Una sorta di “performance collettiva”, prima di procedere alla consueta realizzazione dell’opera. Insomma, una performance “provvisoria” in funzione della realizzazione dell’opera. Tutto ciò, seppur con le dovute differenze di lavoro, lo lega indissolubilmente al suo amico Shozo Shimamoto, divenendo il naturale attivo continuatore dell’arte di ricerca oggi in Giappone.

Per ultimo, vogliamo ancora una volta ribadire il rifiuto di Ryosuke Cohen a “commercializzare” qualsiasi opera da lui prodotta. In una interessante intervista del 2012, John Held Jr. chiese a Cohen se dopo aver completato la silhouette frattale salvava magari qualche opera per se stesso magari per una possibile e futura mostra dei lavori. In quella occasione Cohen confessava che risultava difficile raccogliere tutto il materiale da esporre, visto che ogni opera realizzata viene regalata agli amici. Di sicuro, una mostra del genere fino a qualche anno fa risultava improponibile se non impossibile per un artista come Cohen. Ora con le nostre due “gallerie virtuali” tutto il lavoro realizzato nei vari Meeting dall’artista nipponico, mi riferisco soprattutto ai “Fractal Portrait” presenti in questa retrospettiva comprendente 15 anni di lavoro può essere visto in un vernissage virtuale collettivo e contemporaneo in tutto il pianeta. Questo è il doveroso apporto che abbiamo voluto dare al grande artista giapponese Ryosuke Cohen. Giovanni Bonanno

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:26

Biografia / RYOSUKE COHEN

Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone, è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen ma su consiglio di Byron Black, ha adottato il nome inglese 'Cohen' come in ebraico.Cohen scoprì la mail art in Canadà. Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori da Cohen è il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri e icone contemporanee così com’è la sua firma, la lettera "C". Ha condiviso l’esperienza Dada e Fluxus ed è stato in contatto con l’artista Shozo Shimamoto e con i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e Gugliemo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen rimette ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione,in un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa proponendo un particolare suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel giugno 1985 con migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi. un lavoro che raccoglie ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera. che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni assieme a migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi, rifiutando l’opera unica e concetti consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale passatista. Un importante progetto ancora attivo che accoglie ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Per questo modo di fare, egli è forse il più interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione della Mail Art. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e Silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei Meeting svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canadà, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia. Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio, che nasce dal contributo degli altri e si materializza insieme nella collaborazione collettiva In cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e appassionatamente coinvolti nella creazione dell’opera. In trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e partecipazione a progetti in diverse are geografiche del mondo. Suoi lavori sono presenti in diverse Biblioteche pubbliche e in numerosi Archivi privati.

Vive e lavora a Yagumokitacho Moriguchi, City Osaka.

Ryosuke Cohen c/o Brain Cell
3-76-1-A-613 Yagumokitacho Moriguchi City Osaka 570 Japan
TEL&FAX +81.6.6991.1507
E-mail : braincell@k6.dion.ne.jp

Official site / Sito Web: http://www.ryosukecohen.com/

http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/italy.htm

http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/english.htm

https://www.facebook.com/ryosuke.cohen

FRACTAL PORTRAIT PROJECT:

www.h5.dion.ne.jp/~cohen/

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001/2002
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0102.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2003/2004
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0304.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2005/2006/2007 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/050607.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2008/2009/2010 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/080910.htm

Intervista di John Held J. 2012

http://www.sfaqonline.com/2012/10/19/interview-with-ryosuke-cohen-from-the-national-art-center-in-tokyo-japan/ (Interview with John Held, Jr. 2012)

7- 8 August, 2004 – Artpool Studio, Budapest

ARTPOOL 2004 http://www.artpool.hu/events04.html

Budapest: 2004.08.8. http://www.artpool.hu/2004/4D/Cohen.html

Budapest: 2004.08.9 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/budapest.html

Pálfa: 2004.08.10 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/palfa.html

Szolnok: 2004.08.11 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/szolnok.html

VIDEO:

-MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2015

Venezia 9 agosto 2015 Ryosuke Cohen incontra al Padiglione Tibet a Venezia Sandro Bongiani.

(RYOSUKE COHEN DISEGNA UN FRACTAL PORTRAIT A SANDRO BONGIANI)

Visit: https://www.youtube.com/watch?v=HIAQpLEHuhg durata 0:50

- Ryosuke Cohen ( Japan ) - wednesday 25 juli 25th 2007, Gent ( Ghent ) Belgium

Video: https://www.youtube.com/watch?v=M9NIPVIIEIs&feature=youtu.be

https://youtu.be/M9NIPVIIEIs durata 1:21

-braincell fractal portrait project - meeting with frips and other mailartists - July 2007 Ghent ( Gent ) Belgium.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=ygbod-zCBfo&feature=youtu.be

durata 18 minuti

Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno (Italy).

-RYOSUKE COHEN, Room 9 Brain Cell - (Works of various periods)

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=9

-RYOSUKE COHEN, ROOM 39 Brain Cell - (Works 1989 – 2015)

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=84

Other Links:

http://baccelli1.interfree.it/ryosuke.htm

http://iuoma-network.ning.com/group/brain-cell-ryosuke-cohen-compilation

http://brain-cell-compilation.blogspot.it/

(Biografia redatta da Sandro Bongiani)

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:25

Ryosuke Cohen / MAIL ART - BRAIN CELL

“Quando ero studente d'arte e facevo pittura figurativa, sono rimasto molto impressionato dalla chiarezza del metodo di comporre l’opera di Matisse e di Cézanne.

Dopo di ché, il mio interesse per l'arte contemporanea si è evoluto interessandomi al movimento DADA e FLUXUS.

Nel 1981 ho conosciuto da un video dell’artista canadese Byron Black gli artisti della corrente alternativa dell’arte postale e ho iniziato a fare la MAIL ART.

Lavorare con il disegno, il collage, la copia Xerox, la foto, il CD con una vasta gamma di metodi di espressione e concetti in un interscambio con artisti di tutto il mondo e con una diffusione ramificata.

La MAIL ART è semplicemente utilizzare le idee di altri artisti A differenza di altre cellule, i metodi e il pensiero dello schema sono rispettivamente disposti in modo ordinato e regolare, tale pratica io la chiamò "BRAIN CELL" come nel complesso intreccio di sovrapposizione delle cellule nervose del cervello.

"BRAIN CELL" n ° viene completato dall’utilizzo di adesivi, timbri e collage ricevuti su carta in formato A3 in 10 giorni. Ogni numero è continuamente alimentato dalla partecipazione di circa 55 persone, sono passati già 30 anni quest'anno. E’ in preparazione il lavoro Nà. 925 e tra 2-3 anni è previsto il lavioro per completare il BRAIN CELL N° 1000.

Da "BRAIN CELL" ho approdato al FRACTAL PROJECT del viso e del corpo a partire dal l'Italia del 2001, al fine di realizzare in diversi paesi e più proficuamente il concetto di "BRAIN CELL".

Nel titolo SOUP ORION chiediamo a tutti di cercare di discutere in una libertà di pensiero.

Nella recente diffusione di SNS , Oggi ci sono più scambi in rete che consentono ancora più facilmente una rapida trasmissione. Ogni giorno Io ricevo da voi molte opere provenienti da tutto il mondo. Questo mi carica ad un forte impegno e passione nel lavoro,

DADA, ciò che nasce dal flusso di Fluxus e della mail art è l'unico modo per dirigere la nuova arte del domani”. Ryosuke COHEN

July 28,2015 translated by Giovanni Bonanno

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:23

Ryosuke Cohen:la MAIL ART è dinamismo”, poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti”.

Nella MAIL ART la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D ad A, da C ad A e cosi via. Non e una comunicazione da pari a pari. Non solo, si possono creare degli effetti di collages con le mail che si ricevono e si rispediscono, o si possono mettere le idee degli altri nelle nostre proprie mail. E' come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perche ho definito questo tipo di arte “BRAIN CELL” (cellule del cervello), e ho reclutato nuovi sostenitori dal giugno 1985. Oggi siamo più di 5000 persone di 80 paesi e le reclute sono aumentate di 442 dal marzo 1999.
Ho scelto la nuova parola COPY LEFT, che significa libero da copy right, l'ho stampata su buste che ho spedito in giro per il mondo. Come ho fatto io, nel mondo della MAIL ART si possono usare timbri di altri artisti, adesivi e francobolli, e inoltre si possono diffondere le proprie idee magari soppresse dai mass media. Inoltre c'è il divertimento di modificare i pezzi degli altri, farne dei collages e mandarli ad altri artisti. In questo modo le opere di MAIL ART cambiano spesso la loro apparenza e contenuti in un modo inimmaginabile, che nessun singolo artista potrebbe creare.

ANDREJ TISMA e NENAD BOGDANOVIC mi hanno mandato dalla Yugoslavia il timbro del NO-ISM. NO-ISM si riferisce al fatto che nel mondo della MAIL ART non esiste una unica ideologia. “ No” significa CERVELLO in giapponese. Io, ambiguamente, uso “No” col significato di “non-esistente” e “cervello.” Ho mandato timbri NO-ISM in tutto il mondo. Allo stesso modo ricevo ogni giorno ogni tipo di materiale, come cartoline, collages, disegni, immagini di computer grafica, cataloghi, foto, cassette per posta via e-mail e Internet. Questo mi da un'apertura degli orizzonti spettacolare e mostra in modo travolgente la quantità di idee ed espressioni possibili. Io perciò ritengo che nell'enorme mondo della MAIL ART ogni tipo di “ism” sia mescolato come in un grande caos. Non c'e da stupirsi se nessuna ideologia ben solida riesce a sopravvivere o a prevalere.
Come una volta ha detto RAY JOHNSON la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi. Molti artisti, di fatto, sono in linea con il concetto di TOURISM, dello svizzero H.R.FRICKER. Ho avuto l'occasione di fare dei viaggi e di stringere amicizia con molti mail artists quando ho visitato l'Europa (1987), il Nord America (1989) e di nuovo l'Europa (1990). Allora ho potuto percepire lo spirito della MAIL ART e la pluralità delle situazioni che esistono. E' stata un' esperienza molto diversa, mentre a casa mi occupavo di fare opere d'arte e dipendevo molto dal mio contatto con altri artisti. Alcuni di loro avevano un modo di vivere molto naturale, altri erano molto sensibili al problema della pace nel mondo. E tra loro ce n'erano alcuni pronti a realizzare le loro opere d'arte al massimo delle loro capacità. Nessuno di loro era esente da problemi finanziari e politici, ma superavano i problemi e avevano un atteggiamento molto positivo. Ho trovato il loro comportamento veramente diverso da quello di noi giapponesi.
I tedeschi ANGELA e PETER hanno realizzato il concetto di TOURISM in modo globale, e mi hanno mandato la posta da tutto il mondo. Credo che le loro esperienze possano essere lontane dalla nostra immaginazione e rivelarci il futuro e dirci il senso dell'arte.

Ho spedito mail dal 1997 col concetto di FRACTAL (FRATTALE) in aggiunta a quella dell'usuale BRAIN CELL. FRACTAL e una parola con figure simili fra loro ed e stata utilizzata dal matematico francese B. MANDELBROT all'Istituto Watson IBM.
Picasso è stato influenzato da Cezanné e le sculture africane, Van Gogh da Hokusai e Hiroshige, Pollock da Dalì e Mirò, cosi noi siamo influenzati da numerosi artisti e mail artists. Inutile dire che io sono pienamente influenzato da alcuni mail artists, dai DADAISTI e da FLUXUS. Sono stato insegnante per 25 anni in una scuola per ragazzi. Ultimamente sono coinvolto nell'istruzione di bambini con problemi fisici, e sono stato molto influenzato da loro. Dentro di me esistono molte parti frammentate e mescolate di quegli artisti e bambini. Questi frammenti non si escludono a vicenda come le spine di un cactus, ma tendono verso l'alto. Questo mondo interiore mi da la sensazione reale che sto condividendo molti di questi frammenti con altri artisti, le relazioni personali libere dal - copyright trasformano le opere d'arte di altri artisti, e la libertà rappresentata nella parola COPY LEFT non e legata ad alcuna ideologia, è, insomma, il NO-ISM.
Quello che penso, facendo ogni giorno opere di MAIL ART, e che la MAIL ART sia un mezzo dinamico. Per esprimermi meglio dovrei dire che “la MAIL ART è dinamismo”. Poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti. Ryosuke Cohen

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:22

Ryosuke COHEN: l’arte come ecologia dell’arte.

Quindici anni fa ricevetti per posta uno scarabeo da RUGGERO MAGGI, Italia, al posto di un bel maggiolino o una farfalla dalle ali meravigliose. L'insetto era sporco, in una busta trasparente. Ancora oggi ricordo il giorno successivo, quando parlai con BYRON BLACK fino a tarda notte della forza artistica della concezione di MAGGI, ispirato da AMAZON. BLACK in quei giorni realizzavo un video in una scuola d'arte giapponese e mi diede lo spunto per cambiare lo “spelling” del mio nome dal giapponese KOUEN in COHEN come in ebraico; io sono giapponese e sono nato a Osaka nel 1948.

In Amazzonia, nel Sud America, vivono molte specie di esseri viventi, dipendenti gli uni dagli altri, come le formiche, piccoli insetti che si nascondono sotto le foglie cadute, felci e licheni parassitici su larghi tronchi, funghi che crescono sul legno marcio, insieme a grandi alberi, animali e uccelli. Tutti loro nell'insieme creano la foresta tropicale. Peraltro l'essere umano ha imparato, col tempo, a riconoscere le cose utili da quelle inutili. Distinguiamo i grossi tronchi utili per costruire le case da quelli troppo sottili; facciamo una differenza tra le specie commestibili e quelle che non lo sono; facciamo una differenza tra uccelli e pesci addomesticabili e selvatici. La nostra abitudine a stabilire delle differenze ha causato l'estinzione di un gran numero di specie animali che sono per loro natura essenziali nell'ecosistema dell'Amazzonia. Questa nostra cattiva inclinazione e oggigiorno al centro del problema e sappiamo che questo non riguarda solo l'Amazzonia ma tutto il pianeta. La stessa abitudine a fare delle differenze anche qui in Giappone ha creato terribili alluvioni nella stagione dei tifoni. Enormi quantitativi d'acqua cadono su cedri e “hinoki” piantati artificialmente e i fiumi escono dagli argini. Questo ha portato alla deficienza del nostro sistema immunitario. Siamo noi che abbiamo creato queste deficienze: abbiamo piantato solo conifere e il nostro modo di vivere e troppo pulito. Addirittura alcuni medici arrivano a pretendere di introdurre nel nostro corpo dei parassiti per riottenerne l'immunità.

Abbiamo modificato il nostro modo di vivere già ricco e confortevole pretendendo molte cose che prima non ci saremmo neanche sognati. Di conseguenza stiamo perdendo - se non abbiamo già perso - molte cose che erano state l'essenza della nostra vita ricca e confortevole. Adesso siamo circondati da problemi sociali, come la delinquenza giovanile e la discriminazione di minoranze nazionali, oltre ai problemi ecologici. E il mondo dell'arte non e un'eccezione: anche in questo campo le persone seguono la stessa inclinazione appena citata. Esse hanno allontanato dalle gallerie ed esposizioni d'arte gli artisti finanziariamente deboli. Hanno anche deformato il senso artistico dei bambini a scuola, attraverso un sistema scolastico rigido, sebbene la loro sensibilità artistica non valga molto. Queste persone hanno dato troppa importanza ai valori europei e americani perfino nella critica delle opere d’arte. Negli ultimi cento anni il pianeta ha perso la meta del suo legno nello sviluppo dei grandi cambiamenti. Adesso ci troviamo ad affrontare problemi su scala globale come le piogge acide, il buco nell’ozono, gli effetti del riscaldamento ecc. E’ in questo momento che l’ opera d’arte di RUGGERO MAGGI AMAZON ci esorta a ricominciare a ricostruire la nostra arte reale e insiste che e adesso il momento di cominciare. Ryosukhe Cohen

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:20

Swarm e arte marginale

Verso la Marginalità intelligente

Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza detta comunemente Mail Art continuo a definirla "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi al di fuori, in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.

Swarm e arte marginale

La swarm non ha bisogno di una forma de-finita ma solo di “una spontanea partecipazione collaborativa in un agire intrinsecamente libero e indeterminato alla ricerca della socialità e della sopravvivenza. Per certi versi lo “swarm intelligence” corrisponde appieno all’attivismo isolato ma incessante degli artisti marginali sparsi in tutto il pianeta secondo una logica non coordinata che diventa collettiva e geneticamente forte. L’arte marginale è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte postale, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità. Forse, come dice qualcuno, lo stesso “Networker” è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio o i modi di fare anacronistici e sclerotizzati. Essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività allo stato puro, senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente. L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica, nomade e planetaria delle idee. Giovanni Bonanno

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:17

RAY JOHNSON: la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi.

MAIL ART- BRAIN CELL

“Quando ero studente d'arte e facevo pittura figurativa, sono rimasto molto impressionato dalla chiarezza del metodo di comporre l’opera di Matisse e di Cézanne.

Dopo di ché, il mio interesse per l'arte contemporanea si è evoluto interessandomi al movimento DADA e FLUXUS.

Nel 1981 ho conosciuto da un video dell’artista canadese Byron Black gli artisti della corrente alternativa dell’arte postale e ho iniziato a fare la MAIL ART.

Lavorare con il disegno, il collage, la copia Xerox, la foto, il CD con una vasta gamma di metodi di espressione e concetti in un interscambio con artisti di tutto il mondo e con una diffusione ramificata.

La MAIL ART è semplicemente utilizzare le idee di altri artisti. A differenza di altre cellule, i metodi e il pensiero dello schema sono rispettivamente disposti in modo ordinato e regolare, tale pratica io la chiamò "BRAIN CELL" come nel complesso intreccio di sovrapposizione delle cellule nervose del cervello.

"BRAIN CELL" n ° viene completato dall’utilizzo di adesivi, timbri e collage ricevuti su carta in formato A3 in 10 giorni. Ogni numero è continuamente alimentato dalla partecipazione di circa 55 persone, sono passati già 30 anni quest'anno. E’ in preparazione il lavoro N°. 925 e tra 2-3 anni è previsto il lavoro per completare il BRAIN CELL N° 1000.

Da "BRAIN CELL" ho approdato al “FRACTAL PROJECT” del viso e del corpo iniziato in Italia nel 2001, al fine di realizzare in diversi paesi e più proficuamente il concetto di "BRAIN CELL".

Nel titolo “SOUP ORION” chiediamo a tutti di cercare di discutere in una libertà di pensiero.

Nella recente diffusione di SNS , oggi ci sono più scambi in rete che consentono ancora più facilmente una rapida trasmissione. Ogni giorno. ìo ricevo molte opere provenienti da tutto il mondo. Questo mi carica ad un forte impegno e passione nel lavoro,

DADA, ciò che nasce dal flusso di Fluxus e della mail art è l'unico modo per realizzare la nuova arte del domani”. Ryosuke COHEN

July 28, 2015 translated by Giovanni Bonanno

Swarm e arte marginale

La Mail Art: verso la Marginalità intelligente

Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza detta comunemente Mail Art continuo a definirla "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi al di fuori, in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.

Swarm e arte marginale

La swarm non ha bisogno di una forma de-finita ma solo di “una spontanea partecipazione collaborativa in un agire intrinsecamente libero e indeterminato alla ricerca della socialità e della sopravvivenza. Per certi versi lo “swarm intelligence” corrisponde appieno all’attivismo isolato ma incessante degli artisti marginali sparsi in tutto il pianeta secondo una logica non coordinata che diventa collettiva e geneticamente forte. L’arte marginale è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte postale, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità. Forse, come dice qualcuno, lo stesso “Networker” è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio o i modi di fare anacronistici e sclerotizzati. Essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività allo stato puro, senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente. L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica, nomade e planetaria delle idee. Giovanni Bonanno

Ryosuke Cohen:la MAIL ART è dinamismo”, poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti”.

Nella MAIL ART la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D ad A, da C ad A e cosi via. Non e una comunicazione da pari a pari. Non solo, si possono creare degli effetti di collages con le mail che si ricevono e si rispediscono, o si possono mettere le idee degli altri nelle nostre proprie mail. E' come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perche ho definito questo tipo di arte “BRAIN CELL” (cellule del cervello), e ho reclutato nuovi sostenitori dal giugno 1985. Oggi siamo più di 5000 persone di 80 paesi e le reclute sono aumentate di 442 dal marzo 1999.
Ho scelto la nuova parola COPY LEFT, che significa libero da copy right, l'ho stampata su buste che ho spedito in giro per il mondo. Come ho fatto io, nel mondo della MAIL ART si possono usare timbri di altri artisti, adesivi e francobolli, e inoltre si possono diffondere le proprie idee magari soppresse dai mass media. Inoltre c'è il divertimento di modificare i pezzi degli altri, farne dei collages e mandarli ad altri artisti. In questo modo le opere di MAIL ART cambiano spesso la loro apparenza e contenuti in un modo inimmaginabile, che nessun singolo artista potrebbe creare.

ANDREJ TISMA e NENAD BOGDANOVIC mi hanno mandato dalla Yugoslavia il timbro del NO-ISM. NO-ISM si riferisce al fatto che nel mondo della MAIL ART non esiste una unica ideologia. “ No” significa CERVELLO in giapponese. Io, ambiguamente, uso “No” col significato di “non-esistente” e “cervello.” Ho mandato timbri NO-ISM in tutto il mondo. Allo stesso modo ricevo ogni giorno ogni tipo di materiale, come cartoline, collages, disegni, immagini di computer grafica, cataloghi, foto, cassette per posta via e-mail e Internet. Questo mi da un'apertura degli orizzonti spettacolare e mostra in modo travolgente la quantità di idee ed espressioni possibili. Io perciò ritengo che nell'enorme mondo della MAIL ART ogni tipo di “ism” sia mescolato come in un grande caos. Non c'e da stupirsi se nessuna ideologia ben solida riesce a sopravvivere o a prevalere.

Come una volta ha detto RAY JOHNSON la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi. Molti artisti, di fatto, sono in linea con il concetto di TOURISM, dello svizzero H.R.FRICKER. Ho avuto l'occasione di fare dei viaggi e di stringere amicizia con molti mail artists quando ho visitato l'Europa (1987), il Nord America (1989) e di nuovo l'Europa (1990). Allora ho potuto percepire lo spirito della MAIL ART e la pluralità delle situazioni che esistono. E' stata un' esperienza molto diversa, mentre a casa mi occupavo di fare opere d'arte e dipendevo molto dal mio contatto con altri artisti. Alcuni di loro avevano un modo di vivere molto naturale, altri erano molto sensibili al problema della pace nel mondo. E tra loro ce n'erano alcuni pronti a realizzare le loro opere d'arte al massimo delle loro capacità. Nessuno di loro era esente da problemi finanziari e politici, ma superavano i problemi e avevano un atteggiamento molto positivo. Ho trovato il loro comportamento veramente diverso da quello di noi giapponesi.
I tedeschi ANGELA e PETER hanno realizzato il concetto di TOURISM in modo globale, e mi hanno mandato la posta da tutto il mondo. Credo che le loro esperienze possano essere lontane dalla nostra immaginazione e rivelarci il futuro e dirci il senso dell'arte.

Ho spedito mail dal 1997 col concetto di FRACTAL (FRATTALE) in aggiunta a quella dell'usuale BRAIN CELL. FRACTAL e una parola con figure simili fra loro ed e stata utilizzata dal matematico francese B. MANDELBROT all'Istituto Watson IBM.
Picasso è stato influenzato da Cezanné e le sculture africane, Van Gogh da Hokusai e Hiroshige, Pollock da Dalì e Mirò, cosi noi siamo influenzati da numerosi artisti e mail artists. Inutile dire che io sono pienamente influenzato da alcuni mail artists, dai DADAISTI e da FLUXUS. Sono stato insegnante per 25 anni in una scuola per ragazzi. Ultimamente sono coinvolto nell'istruzione di bambini con problemi fisici, e sono stato molto influenzato da loro. Dentro di me esistono molte parti frammentate e mescolate di quegli artisti e bambini. Questi frammenti non si escludono a vicenda come le spine di un cactus, ma tendono verso l'alto. Questo mondo interiore mi da la sensazione reale che sto condividendo molti di questi frammenti con altri artisti, le relazioni personali libere dal - copyright trasformano le opere d'arte di altri artisti, e la libertà rappresentata nella parola COPY LEFT non e legata ad alcuna ideologia, è, insomma, il NO-ISM.
Quello che penso, facendo ogni giorno opere di MAIL ART, e che la MAIL ART sia un mezzo dinamico. Per esprimermi meglio dovrei dire che “la MAIL ART è dinamismo”. Poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti. Ryosuke Cohen

Ryosuke COHEN: l’arte come ecologia dell’arte.

Quindici anni fa ricevetti per posta uno scarabeo da RUGGERO MAGGI, Italia, al posto di un bel maggiolino o una farfalla dalle ali meravigliose. L'insetto era sporco, in una busta trasparente. Ancora oggi ricordo il giorno successivo, quando parlai con BYRON BLACK fino a tarda notte della forza artistica della concezione di MAGGI, ispirato da AMAZON. BLACK in quei giorni realizzavo un video in una scuola d'arte giapponese e mi diede lo spunto per cambiare lo “spelling” del mio nome dal giapponese KOUEN in COHEN come in ebraico; io sono giapponese e sono nato a Osaka nel 1948.

In Amazzonia, nel Sud America, vivono molte specie di esseri viventi, dipendenti gli uni dagli altri, come le formiche, piccoli insetti che si nascondono sotto le foglie cadute, felci e licheni parassitici su larghi tronchi, funghi che crescono sul legno marcio, insieme a grandi alberi, animali e uccelli. Tutti loro nell'insieme creano la foresta tropicale. Peraltro l'essere umano ha imparato, col tempo, a riconoscere le cose utili da quelle inutili. Distinguiamo i grossi tronchi utili per costruire le case da quelli troppo sottili; facciamo una differenza tra le specie commestibili e quelle che non lo sono; facciamo una differenza tra uccelli e pesci addomesticabili e selvatici. La nostra abitudine a stabilire delle differenze ha causato l'estinzione di un gran numero di specie animali che sono per loro natura essenziali nell'ecosistema dell'Amazzonia. Questa nostra cattiva inclinazione e oggigiorno al centro del problema e sappiamo che questo non riguarda solo l'Amazzonia ma tutto il pianeta. La stessa abitudine a fare delle differenze anche qui in Giappone ha creato terribili alluvioni nella stagione dei tifoni. Enormi quantitativi d'acqua cadono su cedri e “hinoki” piantati artificialmente e i fiumi escono dagli argini. Questo ha portato alla deficienza del nostro sistema immunitario. Siamo noi che abbiamo creato queste deficienze: abbiamo piantato solo conifere e il nostro modo di vivere e troppo pulito. Addirittura alcuni medici arrivano a pretendere di introdurre nel nostro corpo dei parassiti per riottenerne l'immunità.

Abbiamo modificato il nostro modo di vivere già ricco e confortevole pretendendo molte cose che prima non ci saremmo neanche sognati. Di conseguenza stiamo perdendo - se non abbiamo già perso - molte cose che erano state l'essenza della nostra vita ricca e confortevole. Adesso siamo circondati da problemi sociali, come la delinquenza giovanile e la discriminazione di minoranze nazionali, oltre ai problemi ecologici. E il mondo dell'arte non e un'eccezione: anche in questo campo le persone seguono la stessa inclinazione appena citata. Esse hanno allontanato dalle gallerie ed esposizioni d'arte gli artisti finanziariamente deboli. Hanno anche deformato il senso artistico dei bambini a scuola, attraverso un sistema scolastico rigido, sebbene la loro sensibilità artistica non valga molto. Queste persone hanno dato troppa importanza ai valori europei e americani perfino nella critica delle opere d’arte. Negli ultimi cento anni il pianeta ha perso la meta del suo legno nello sviluppo dei grandi cambiamenti. Adesso ci troviamo ad affrontare problemi su scala globale come le piogge acide, il buco nell’ozono, gli effetti del riscaldamento ecc. E’ in questo momento che l’ opera d’arte di RUGGERO MAGGI AMAZON ci esorta a ricominciare a ricostruire la nostra arte reale e insiste che e adesso il momento di cominciare. Ryosukhe Cohen

Intervista del 10 Set. 2012 a Ryosuke Cohen of John Held, Jr. 2012 al National Art Center di Tokyo, in Giappone . Pubblicato il 19 ottobre 2012

Ryosuke Cohen non è un Ebreo Giapponese. Egli è stato introdotto alla Mail Art dal burlone Byron Black (originario di Fort Worth, in Texas, un insegnante di ESL e viaggiatore del mondo), che quando gli viene chiesto di tradurre il nome della famiglia di Ryosuke, avrebbe dovuto rispondere Koan - ma non lo fece. Una improvvisa confusione forse, tuttavia, la denominazione Ryosuke Cohen rimase. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma lui è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale, che ha basato la sua partecipazione al suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), un lavoro che raccoglie le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera. Per questo modo di fare, egli è forse il più interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la diffusione della Mail Art. Ho cominciato a scrivere con Ryosuke poco dopo essere entrato e diventato attivo nella network della Mail Art, e sono rimasto in contatto con lui per oltre 30 anni. Durante questo tempo, ci siamo incontrati in diverse occasioni, sia negli Stati Uniti che in Giappone. Il nostro più recente incontro è stato a Tokyo per vedere la mostra, "Gutai: Spirit of an Era", presso il National Art Center. Ho colto l'occasione per fargli un’intervista sul suo coinvolgimento nel mondo della Mail Art.

Puoi dirmi quando hai cominciato a fare Mail Art?

1981.

Come avete sentito parlare di esso?

Byron Black, un artista postale del Canada [che aveva vissuto in precedenza a Western Front, Vancouver, Canada]. Mi ha mostrato delle Mail Art in occasione della riunione del gruppo AU. Shozo [Shimamoto] e in quella occasione ho scoperto Mail Art.

In quale anno è nato AU [Artist Union or Art Unidentified]?

Nel 1976

E 'stato avviato da Shozo Shimamoto nella sua vecchia casa. La casa in cui la rivista Gutai è stata stampata prima.

Sì, in Nishinomiya

Chi erano le prime persone che hanno iniziato la corrispondenza con?

Una artista postale tedesco, Angela Schmidt. Lei ha inviato immagini di ali di uccelli.

C'era qualcun altro a fare Mail Art in Giappone in questo momento?

Kowa Kato.

Quando hai iniziato la stampa Gocco che utilizzi nel tuo lavoro.

Prima ho fatto uso della serigrafia. Poi ho deciso di stampare con Gocco nel 1983.

Hai iniziato su cartoline?

Sì. Prima su postcards e poi su carta Brain Cell.

Brian Cell quando è cominciato?

1985.

Cosa ti ha dato l'idea?

Brian Cell è l'immagine della rete. Penso che sia simile. Penso che sia un progetto senza fine. Ho iniziato con Brian Cell # 1, e ho fatto già 837 lavori.

In che tempi vengono inviate le opere Brain Cell?

Un invio ogni dieci giorni. Così, tre in un mese.

Quando si riceve l'immagine dal tuo corrispondente, come si fa a fotocopiare l'immagine sulla carta.?

Innanzitutto faccio una fotocopia. Per la stampa Gocco, è necessario il contrasto bianco e nero. Successivamente, dopo aver tagliato le fotocopie li metto insieme.

Fai un collage di immagini in bianco e nero su una pagina. Quante copie si fanno a stampa?

150 copie.

Poi vengono inviati ai corrispondenti che hanno inviato le immagini, accompagnate dai nomi e gli indirizzi delle persone che sono inclusi in tale unità. Ci sono copie extra che non sono distribuiti. Cosa succede con questi?

Ci sono una cinquantina di persone in un numero di Brain Cell, e faccio 150 copie. Cinquanta copie vengono inviate agli artisti postali. Continuo a fare 40 edizioni e gli altri sono assemblati in libri contenenti 25 numeri di Brain Cell.

Sono questi libri inviati agli artisti o alle istituzioni?

Essi sono inviati per posta agli artisti.

Non a musei o biblioteche?

A volte ricevo richieste da biblioteche e università.

In Giappone?

Per lo più all'estero.

Molti artisti postali hanno organizzato mostre delle Brian Cell? Dove sono alcuni di questi luoghi?

Ci sono probabilmente due o tre paesi all'anno. Ad esempio, l'anno scorso sono stati mostrati in Olanda e Ucraina.

Dove in Olanda?

E 'stata organizzata dall’artista postale Mai Arts.

Gli hai inviato dei libri da esporre?

Sì.

Per fare tutto questo da solo, senza alcun aiuto? So che eri un insegnante (Ryosuke recentemente andato in pensione). Forse gli studenti ti aiutano?

No. Solo io.

Hai la macchina Gocco a casa tua?

Sì.

Continuerai a fare opere Brain Cell?

Sì.

Quando arriva il lavoro dagli artisti postali, che cosa fai con la corrispondenza che ricevi?

Devo cercare uno spazio per conservare i lavori.

Quanto è grande la collezione?

Molte scatole di cartone. In un anno, forse tre o quattro scatole di cartone, così dopo 30 anni ... circa ho novanta o cento contenitori pieni.

Che cosa ti invia la gente? Solo immagini per Brain Cell, o le cose che la maggior parte artisti di posta ricevono come riviste e cataloghi?

Sì.

E 'una grande collezione. Cosa avete intenzione di fare con essa?

Se possibile, vorrei conservarli in una libreria.

Avete una libreria specifica in mente?

No.

Qualcuno ha ti chiesto la collezione? Che dire della Prefettura di Hyogo Museo [che ha una collezione Gutai]?

Non ho alcun contatto con loro.

Vedi la Mail Art come una continuazione del Gutai.

Ho imparato Mail Art da Byron Black, quindi non vedo collegate il Gutai con la Mail Art.

Mi ricordo che, in principio, hai inviato opere Brian Cell al tedesco mail artista Klaus Groh? Chi sono tutti gli altri che hanno ricevuto molte opere Brian Cell?

Shumel, Les Crammer, John Tostada, Carol Stetser, Guido Bondioli [negli Stati Uniti], Peter Kaufmann in Svizzera, Henning Mittendorf in Germania, Robert Kepler in Brasile, Clemente Padin in Uruguay.

Pensi che la Mail Art era più popolare prima o ora con Internet.

Da quando sono su Facebook, molte persone mi scrivono. Ma penso che sia un diverso tipo di comunicazione.

Qual è la differenza?

Facebook è divertente, ma a me piace lavorare con le mani e le postcards. E 'un altro tipo di divertimento.

Quando hai iniziato a fare il progetto silhouette? [Fogli Brain Cell sono uniti insieme in rotoli su cui i soggetti si trovano distesi sopra, mentre Ryosuke disegna intorno a loro.]

2001. Prima sono andato in Italia.

Chi erano le prime persone?

Emilio Morandi. Poi sono andato negli Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda e Corea. Due anni fa, ho avuto il cancro, [quindi non ho viaggiato molto]. L'anno prossimo continuerò il progetto.

A volte fai la silhouette di tutto il corpo e talvolta solo la testa?
Faccio il corpo e il viso.

Quando si completa la silhouette, li dai alla gente a cui hai fatto il ritratto?

Sì.

Non ti salvi alcuna opera per te, o no?

No.

Sarebbe un ottima mostra ...

Grazie.

... Ma risulta difficile raccogliere tutto il materiale da esporre.

(Courtesy Francisco Arts trimestral of John Held, Jr.)

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:15

MAIL ART- BRAIN CELL

具象絵画を描いていた画学生の頃、私はセザンヌの構図法やマティスの絵の明るさに大きな感銘を受けました。

その後、現代美術へと関心が移りDADAやFLUXUSの考えを知るようになりました。

1981年、当時日本に住んでいたカナダのビデオアーティストBYRON BLACK氏と出会い海外での活発な郵便でのアーティスト達の交流を知り、私もMAIL ARTを始めました。

世界中のアーティスト達との交流の中でドローイング・コラージュ・ゼロックスコピー・フォト・CD等多種多様な表現方法やコンセプトに触れ、従来の美術にはないMAIL ARTのNETWORKの広がりや厚み、その面白さを実感するようになりました。

MAIL ARTは単に一対一のやりとりだけでなく送られて来た作品にコラージュをして送り返したり他のアーティストの考えを取り入れたりします。その方法や考えの図式はそれぞれが整然と規則正しく並んでいる他の細胞と違い、複雑に絡み合い重なり合う脳の神経細胞の様なので私はそれを「BRAIN CELL」と名付けました。

「BRAIN CELL」は送られて来るアイデアやスティッカー、ラバースタンプ等をA3サイズの用紙にコラージュし10日に1号のペースで完成します。毎号55人程の参加があり全員の名簿と共にアーティストに送り続け、今年でちょうど30年になります。現在925号を制作中で2~3年後には1000号が出来上がる予定です。

「BRAIN CELL」にMAIL ARTISTの顔や身体を描く行為で「BRAIN CELL」のコンセプトをより実感するため2001年のイタリアを皮切りに現在なお、様々な国を回り制作を続けています。

又、2009年より宇宙の始まりや数学の素数など人類にとって最も根源的なテーマをアーティスト達の自由な考えで議論しようとORION SOUPのタイトルで皆に呼びかけています。

近年SNSの普及で誰もがより簡単にスピーディーな伝達が可能になり更に多くのネットワークでの交流があります。私の元には毎日世界中から多くの作品が届きます。繰り返し送られてくる郵便でのMAIL ARTやSNSでの画像や動画を目にする事で彼等自身の作品への強いこだわりや執念、情熱を感じます。

私は確信しています。

DADA、FLUXUSそしてMAIL ARTへの流れこそが美術の本流であり、明日へとつながる新しい美術の方向を見つけ出せる唯一の方法だという事を。

RYOSUKE COHEN July 28, 2015 translated by Giovanni Bonanno

MAIL ART- BRAIN CELL

I was so much impressed by Cezanne’s composition and Matisse’s brightness of his paintings, when trying representational paintings in my art-student days.
Afterwards my interest converted into contemporary art to know DADA and FULUXS’s idea.
My mail art activity started in 1981 as follows : I came to know Byron Black, a Canadian video artist who happened to live in Japan.
He was a very ardent mail artist exchanging artworks with many overseas artists.
In the midst of world-wide exchanges with mail artists, I got in touch with a variety of expressions and concepts : drawings, collages, Xerox’s copies, photos, CDs etc, by which I realized the expansion, depth and fascination of mail art.
Mail art is not only the mutual exchange but also the return of transformed origin by collage and others’ idea.
The scheme of its fashion and idea is mutually logical and in order and something complicatedly tangled up like nerve cell different from ordinary cell. That is why I named the mail art BRAIN CELL.
I put the postcards, stickers, rubberstamps etc. sent by mail artists into an A-3 sized paper to collage them, and have kept on sending the documentation.
( collaged paper and a list of participant-address) to each participant (about 55 participants an issue) every ten days.
Just 30 years have passed since I started sending this documentation. I am now ready to print the issue no.925.
In a few years, the issue no.1000 will be sent to each participant.
I have been doing in many countries, starting in Italy since 2001 : I draw an outline of portrait and/or body of each mail artist on Brain Cell, fully to realize the concept of Brain Cell.
In addition, I started ORION SOUP in 2009 so as to discuss without hesitation from the standpoint of artist the beginning of the space, prime numbers etc,.
namely, the most elemental theme to mankind.
Nowadays we can enjoy many network services by real-time communication in a very easy way thanks to the spread of SNS.
I have seen mail arts sent to me repeatedly by air mail, and videos and movies via SNS, by which I feel artists’ particularity, persistence and passion.
I am convinced that DADA, FULUXS flow into MAIL ART, and then into the main stream of fine art, and that this is the only fashion to find out the new direction of fine art direct to tomorrow.

Ryosuke Cohen

July 28, 2015 translated by Kazunori Murakami

MAIL ART- NETWORKING ART

Recently, I have observed many signs that make me feel as if Mail Art is drawing to a close, and that there are many past publications that could be seen as 'compilations' of Mail Art. Quite a few predecessors of Mail Art have passed away, including Ray Johnson(USA), the Father of Mail Art, G.A.Cavellini (ITALY), Robin Croziel (ENGLAND), Robert Rehfeldt, (GERMANY), G.Deisler (GERMANY), Carlo Pittore (USA), and others. This is probably also because exchange by mail in the age of computers is considered primitive, and after the end of the COLD WAR between the East and the West, the necessity of correspondence between those two different worlds has been lost. On the other hand, I have been regularly receiving mail art by mail and fax, in response to my BRAIN CELL PROJECT dating from the year 1985, which has been numbered issue no.652, as of June 2006. Every time I receive mail art, I am pleased to see more and more new participants. After making them a collage of their drawings, designs, logos, seals, stickers and the like, I make it a rule to send the finished project back to each participant. Mail Art is far from finishing. I appreciate the role of collaboration in Mail Art. It is important to have new participants each time, but it is more important to be evoked by other mail artists' ideas from within the large and deep Network with a diverse range of expressions and concept. I can make mail artists' ideas more interesting by actively availing myself of seals and stamps and other materials sent from others and through my own printed matter. What is more, I can give other mail artists the feeling that they can utilise other's art and collaborate their ideas.

We have the Doppler effect in physics. The sound coming nearer to us becomes narrower between the sonic waves and sounds higher and more urgent in our ears. On the contrary, as waves travel away from us they get relatively wider and the sound appears lower. There are a variety of physical sounds around us: for example, the sound of cars coming and going. This phenomena is also true of art. Some art comes towards me, while other art goes away. People very often ask me how we can know good from bad in art. It does not matter whether this representational painting is good in composition and color and technique, or whether that piece of abstract art is good in balance and rhythm. I don't think it important to generally decide which style of art is better than the others. That is to say traditional ways of thinking about art is fading away from me. I often other artists only use limited new techniques in spite of what is called 'originality and individuality,' to the constant efforts predecessors had made for so long. A variety of works of modern art with too much false assertion of originality and individuality are also traveling away from me.

When I was at art school, I used to draw or paint representationally, moved by Cezanne's composition, and Matisse's brightness and his own style of plane. Later on I had some exchahge with members of the Gutai Group, so I learned new concepts of art through contemporary art. Consequently I have been participating in Mail Art Networking. I claim that this was a natural changeover and has no inconsistency with my personal concept of art. We need no large studio or storage space for paintings. Whoever wants to take part in mail art does so freely. We can deny the authority of the traditional art world, because mail artists directly exchange their own artworks. The fascination for Mail Art, more than twenty years ago, approached me with a high sound. Even now the collaborative concept of Mail Art is coming closer to me with a much higher sound.

We don't have any fixed "ism" in the infinite expanse of the Mail Art Network. Postcards, xeroxes, collages, drawings, photos, CGs, CDs, and other forms are sent in by mail, fax, e-mail etc. We are overwhelmed by the diversity of how mail art members think and express themselves. We realize that countless "isms" are mixed together in a state of chaos that is represented in Mail Art. Of course, we don't copyright our works. Interested in others' works, we add something to them or combine them together, and then send them back or forward them on to a third party. We occasionally find them changed into pieces with quite an unexpected concept.

At a glance, the jungle looks as if it is made up of gigantic trees, but the fact is that the rain-forests in the Amazon of South America consists of numerous species that cohabit harmoniously: ferns and mosses parasitic to the gigantic trees, very tiny insects that hide themselves under the fallen leaves, insects camouflaging in dead leaves and twigs against the enemies, puny insects swarming together as a threat, birds displaying their existence with colorful feathers and a shrill cry and many other mammals and birds. We really wonder at how diverse these living things are! We can lean from the rain forest that there are a multitude of LIFE FORMS. We are not chained to any fixed "ism" as this frees us from constraint, nor do we care for copyright we prefer to revise and copy others' works in a free and easy style. In such a network there is the possibility of our experiencing much by communication of mail art. This is the very LIFE FORM that we can experience in a variety of ways. Networking Art is art that enables us to be a praying mantis in camouflage, or butterflies flying on colorful wings.

Nowadays I have come to realize that we are all part of a FRACTAL, and that I can be a piece of that FRACTAL, and that I can create art, in a way that extends beyond myself as an individual, in communication with infinite mail artists' ideas.

In the same way that we appreciate the various kinds of LIFE FORMS in the amazon, we can experience a multitude of art forms in the MAIL ART NETWORK. It is only human beings who can experience plural LIFE FORMS, by which we can acquire a genuine sense of new creation.

JUN. 2006 RYOSUKE COHEN

translated by Kazunori Murakami

Fifteen years ago, I received a scarab via mail from Ruggero Maggi in Italy, instead of a Kid-amusing scarab or a butterfly with beautiful wings. The insect was with dirt and enclosed in a transparent envelope. Now I still remember the day after, when I talked with Byron Black deep in the night about Maggi’s powerful artistic conception inspired by the Amazon River. Black, in those days, taught video art in a Japanese art school, and he gave me a piece of advice to spell my name “Cohen” like jewish people in place of my real Japanese spelling style, “Kouen” ;I am Japanese and was born in Osaka in 1948.
In the Amazon of South America, many kinds of small lives live dependent upon each other, such as ants, small insects hiding themselves underneath fallen leaves, ferns and lichen parasites on larger trees and fungi native to decayed wood, together with larger trees, animals, or birds. All of them in toto make up tropical forests. However, human beings have gradually learned to recognize the difference between things useful and useless. We make differences between large trees which are useful to build houses from those which are smaller, we differentiate between edible growth and that which is not;we differentiate between birds and fish which are good to have as pets and those which are not. Our ability to differentiate has, however, caused the ruin of numbers of small plants, which are by nature essential to the ecosystem of the Amazon. This tendency of ours is nowadays a recognized issue, and we know that this is not only pertinent to the Amazon but to everywhere on this planet.
The very same ability to differentiate has here also in japan caused terrible floods in typhoon season. Huge amounts of rain water flow off the artificially planted cedar and hinoki trees, and the water pours over the banks. In springtime, many of us suffer from hayfever. This has resulted from our immunity deficiency inclination. It is we who have created the reason for this deficiency, we planted only conifers on the earth and made our way of life too clean. As for this, some doctors, even insist upon keeping parasites in our body to regain immunity.
We have altered our rich and comfortable way of life by pushing away many things unnoticed or never mentioned before. Accordingly, we are about to lose or, in fact, have lost many things which had been the essence of our old rich and comfortable life. Now we are surrounded by social problems such as juvenile delinquency and discrimination against national minorities, in addition to the ecological problems. The art world, too, is not the exception; people in this world are under the same shadow as mentioned above. They have pushed away financially weak artists from galleries and art exhibitions. They may have even deformed the artistic sense of school children through rigid educational systems, enough so their artistic skill does not mean much today. They also may have put too much importance upon the Euro-American values of art criticism. During the past 100 years, the planet has lost half of its woods in the so-called “gprogress” to which we have aspired. Now that we are facing global environmental problems such as acid rain, ozone holes, hothouse effects and so on. Just as Ruggero Maggi advised us in his art pieces from the Amazon, it is time to restart and rebuild our real art, so now is the time to get started.

Ryosuke Cohen

In Mail Art, the network expands as A to B, B to C, and so on. It is not only limited to peer communication. In fact, you can put collages on the mail you receive and send it back, or you may be able to send other artists’ ideas into your own mail. As a whole body, it appears as a brain constructed with numbers of compiled and complex nerve cells, which are created in a non-linear order. So I have named this style of art “Brain Cell”, and have been soliciting new Mail Art entries since June 1985. Today we have more than 5000 members from 80 nations, and the entries have amounted to 442 as of March 1999.
I made up a new word, Copy Left, which means free of copyright, and printed the name on envelopes and sent their seals all over the world. As I myself did, in the world of Mail Art, you can use other mail artists’ seals, stickers and stamps and also you can use your own concepts through the printed media. In addition, you are able to be willing to alter others’pieces and put collages on them and send them to other artists. In this way, Mail Art pieces often change their appearances and concepts into unimagined ways, which not one individual artist can create.

Andrej Tisma and Nenad Bogdanovic sent me the seal of “No-Ism” from Yugoslavia. No-Ism means that there is not just one ideology in the Mail Art World. No means Brain in Japanese. So, I ambiguously use “No” as the meaning of non-existence and Brain. I sent No-ism seals all over the world, too, in return. Likewise I receive in everyday life many kinds of stuff such as postcards, Xerox copies, collage pieces, drawings, computer graphics, show catalogs, photographs, and cassette tapes by mail, fax, e-mail, and Internet. This gives us an amazing view, showing the overwhelmingly plural ways of expression and concepts. I, therefore, regard the huge world of Mail Art full of every kind of ism mixed up like chaos. No wonder not a single rigid ideology survives or dominates.
As Ray Johnson once mentioned, Mail Art is not a single art movement, but is quite a megatrend that insists that we change our consciousness.

Many artists, in fact, were in sympathy with Swiss H.R.Fricker’s Tourism concept. I also had opportunities to make tours and meet many mail artists when I visited Europe (1987), North America (1989), and again Europe (1990). Then I was able to sense the trend of Mail Art and its creators’multiple situations. I had a very different experience, because at home I usually occupy myself at making and arranging art pieces, and learned a lot through fellowship with other artists. Some mail artists live a very natural way of life, others were very sensitive to peace in the world. And for them there were those who were willing to realize their art pieces to their utmost. All of them were not free from financial and political problems nor to postal communication, but they overcame those problems and remain with a very positive attitude. I found their attitude really different from that of Japanese. Tourism, I discovered through my experience, has the potential to stimulate looking at the world with aesthetic eyes. It is not just for making a trip and sightseeing.
Angela and Peter Netmail have put the Tourism concept into practice globally, and they have sent me mail from all over the world. I believe that their experiences may be far beyond our imagination and reach a deep understanding in the future of what mail art truly represents.

I have been sending mail since 1997 with the concept of Fractal in addition to that of the usual Brain Cell. Fractal is a word for mirror figures and was advocated by the French mathematician B.Mandelbrot at the IBM Watson Institute.
Picasso were influenced by Cezanne and African sculptures, Van Gogh by Hokusai and Hiroshige, Pollock by Dali and Miro, so we are influenced by numerous artists and mail artists. Needless to say I myself am completely influenced by some mail artists, Dadaists and Fluxus. I have been teaching art to school children for 25 years. Recently I have been involved in teaching physically challenged children, and I have been greatly influenced by these wonderful children. Deep within me exist many mixed fragmented parts of those artists and children. These and original fragments do not erase each other like spines on a cactus, but lead to a higher plane. This inner world gives me a real feeling that I am sharing many other artists’fragments, what with the experience that I have personal free-from-copyright relationships rearranging other masterpieces with other artists, as well as the freedom that is represented by the word “Copy Left” not bound to ideologies, which is No-Ism.
What I think, by making Mail Art pieces everyday, is that Mail Art is a dynamic medium. In other words, Mail Art consists in dynamism, because you can be more than a mere individual, able to be free to create art pieces with a new attitude, just being a fragment of the whole Network and sharing fragmental parts of many other artists.

March 1999 Translated by YUKIO TERATANI & HIROKO HIDAKA

San Francisco Arts trimestral eview with Ryosuke Cohen from the National Art Center in Tokyo, Japan.

Conducted by John Held, Jr.

Ryosuke Cohen is not a Japanese Jew. He was introduced to Mail Art by prankster Byron Black (originally from Fort Worth, Texas, an ESL teacher and world traveler), who when asked to translate Ryosuke’s family name, should have replied Koan – but didn’t. A source of confusion perhaps, nevertheless, the Ryosuke Cohen appellation stuck. Ryosuke was not the first Japanese Mail Artist, but he is the longest running Japanese contributor to the international network, who has based his participation on his long running Brain Cell project, which gathers images from Mail Artists on a single page accompanied by an address list of contributors from some fifteen countries per unit. Doing so, he is perhaps more responsible for the spread of Mail Art than anyone else in the Network. I began writing to Ryosuke shortly after he became active in Mail Art, and have remained in contact with him for thirty years. Over this time, we have met on several occasions, both in the Untied States and Japan. Our most recent meeting was in Tokyo to view the exhibition, “Gutai: Spirit of an Era,” at the National Art Center. I took the opportunity to question him about his involvement in Mail Art.

Can you tell me when you began doing Mail Art?

1981.

How did you hear about it?

Byron Black, a Mail Artist from Canada [who had lived previously at Western Front, Vancouver, Canada]. He showed me Mail Art at AU group meeting. Shozo [Shimamoto] and I first found out about Mail Art at this time.

When year did AU [Artist Union or Art Unidentified] begin?

In 1976.

It was started by Shozo Shimamoto in his old house. The house where Gutai magazine was first printed.

Yes, in Nishinomiya.

Who were some of the first people you corresponded with?

A German Mail Artist Angela Schmidt. She sent images of bird wings.

Was there anyone else doing Mail Art in Japan at this time?

Kowa Kato.

When did you start gocco printing that you use in your work.

First I did silkscreen. Then I printed with gocco in 1983.

You started on postcards?

Yes. First on postcards and then on Brain Cell papers.

Brain Cell started when?

1985.

What gave you the idea?

Brain Cell is network image. I think it’s similar. I think it’s a neverending project. I started with Brain Cell #1, and I’ve done 837 issues.

ow often do the Brain Cell issues get distributed?

One issue every ten days. So, three in one month.

How do you get the image on the paper. When you get the image from your correspondent, do you cut it out, or do you photocopy the image?

First I do a photocopy. For gocco printing, you need black and white contrast. Next, I cut the photocopies and put them together.

You make a collage of the black and white images on one page. How many copies do you print?

150 copies.

Then they are sent out to the correspondents that have contributed images, accompanied by the names and addresses of the people who are included in that unit. There are extra copies that are not distributed. What happens with these?

There are fifty people in one issue of Brain Cell, and I make 150 copies. Fifty copies are sent to Mail Artists. I keep 40 issues, and the others are made into books containing 25 issues of Brain Cell.

Are these books sent to artists or to institutions?

They are sent to Mail Artists.

Not to museums or libraries?

Sometimes I get requests from libraries and universities.

In Japan?

Mostly abroad. I can’t remember who.

Many Mail Artists have arranged Brain Cell exhibitions? Where are some of these places?

There are probably two or three countries a year. For example, last year they were shown in Holland and Ukraine.

Where in Holland?

It was arranged by the Mail Artist Ever Arts.

Did you send him the books and he would break them up to exhibit?

Yes.

You do this all by yourself, without any help? I know you were a teacher (Ryosuke recently retired). Did the students help you?

No. Only me.

You have the gocco machine at your home?

Yes.

You will continue to do the Brain Cells?

Yes.

When you receive the work from Mail Artists, what do you do with the correspondence you receive?

I rent space to store the works.

How big is the collection?

Many paper boxes. One year maybe three or four paper boxes, so after thirty years…about ninety or hundred.

What do people send you? Just images for Brain Cell, or magazines, catalogs, the things most Mail Artists receive?

Yes.

It’s a big collection. What to you plan to do with it.

If possible, I’d like to place them in a library.

Do you have a specific library in mind?

No.

Has anyone asked you about the collection? What about the Hyogo Prefecture Museum [which has a Gutai collection]?

I have no contact with them.

Do you see Mail Art as a continuation of Gutai.

I learned Mail Art from Byron Black, so I don’t see Gutai and Mail Art as connected.

I remember, in the beginning, you used to send every Brain Cell to German Mail Art Klaus Groh? Any others who received many of the Brain Cells?

Shumel, Les Crammer, John Tostada, Carol Stetser, Guido Bondioli [in the United States], Peter Kaufmann in Switzerland, Henning Mittendorf in Germany, Robert Kepler in Brazil, Clemente Padin in Uruguay.

Do you think Mail Art is more popular now or before the Internet.

Since I’ve been on Facebook, many people write me. But I think it’s a different kind of communication.

What is the difference?

Facebook is amusing, but I like hand made and postcards. It’s another kind of amusing.

When did you start doing the silhouette project? [Brain Cell sheets are joined together in rolls upon which subjects lie, while Ryosuke draws around them.]

2001. First I went to Italy.

Who were the first people?

Emilio Morandi. Then I went to the United States, Canada, England, North Ireland, Spain, Yugoslavia, Germany, Holland and Korea. Two years ago, I got cancer, [so I have not traveled much]. Next year I’ll continue the project.

Sometimes you silhouette the whole body, and sometimes just the head.

I do both the body and the face.

When you complete the silhouette, you give them to the people whose portrait you’ve done?

Yes.

You don’t save any for yourself, or do you?

No.

It would make an excellent exhibition…

Thank you.

…but difficult to gather all the materials.

Courtesy Francisco Arts Quarterly

Links: Intervista di John Held J. 2012

Visit: http://www.sfaqonline.com/2012/10/19/interview-with-ryosuke-cohen-from-the-national-art-center-in-tokyo-japan/ (Interview with John Held, Jr. 2012)

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:11

MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2015

Pubblicato il 21 ago 2015

Ryosuke COHEN
from August 7 to August 25 included (dal 7 agosto al 25 agosto incluso).
I will go on a trip with Noriko Shimizu (my pertner) for portrait project. At each place I am planning to draw a portrait of mail artist. Please get in tiuch with them on FB to join in this movement.

- Meeting on Aug. 9, 2015 at 17 in Venice at the Tibet Pavilion, upon the arrival of Ryosuke Cohen and Noriko Shimizu.Con the presence of Ruggero Maggi, Piero Cavellini, Sandro Bongiani,, Virginia Milici, Giancarlo Da Lio, Tiziana Baracchi and Angela Zenato.
Descrizione: durata 0:50

Visit:

https://youtu.be/HIAQpLEHuhg

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:06

SHOZO SHIMAMOTO

In occasione della 56° Biennale di Venezia 2015, come evento indipendente e trasversale, lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno intende dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen che riassumono molto bene il concetto del The World's Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 verranno presentate nelle tre sale dello Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno, complessivamente le opere di 97 artisti in due rispettive mostre con una serie di lavori di Shozo Shimamoto, (24 opere) a corollario del progetto di Mail Art “Head” concretizzato proficuamente tra gli anni 80 e 90. A confronto con il lavoro svolto da Shimamoto, verrà presentata dal 13 settembre fino al 28 novembre 2015 una importante retrospettiva di Ryosuke Cohen dal titolo “Ryosuke Cohen / Fractal Portrait Project” - 2001/2015, a 30 anni esatti dai lavori chiamati “Brain cell” .

In questa seconda Rassegna Collettiva Internazionale dal titolo: “VIRTUAL FLUXUS TWO”, dedicata da Giovanni Bonanno a Shozo Shimamoto, sono presenti 50 opere di altrettanti importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questo particolare evento e 24 opere di Shozo Shimamoto poco conosciute a margine del progetto di Mail Art “Head”.

SHOZO SHIMAMOTO / “Inside and outside the body”

(dentro e fuori il corpo).

L’artista giapponese, considerato il "kamikaze del colore” intende la pittura come azione forte, sentimento prepotente capace di travolgere e triturare qualsiasi precaria certezza. Le bottiglie di colore che lancia direttamente sulle tele servono a liberare i suoi tormenti, le sue paure. La sua pittura, se così vogliamo chiamarla, nasce dal gesto dell’artista che agisce a contatto con il pubblico, per definirsi e condensarsi in opera. Nei suoi interventi non è importante l’atto finale che porta alla realizzazione dell'oggetto, ma l’azione diretta, il suo svolgersi nel momento stesso che si fa colore. Ciò che conta è riuscire a materializzare l’energia e di colpo svelarla come in un precario battito d’ali. Per questo, Shozo Shimamoto si affida alla performance come pratica necessaria a liberare le energie accumulate dentro di sé nel momento stesso dell’accadimento e dell’azione. A volte, l’opera viene creata anche all’aperto, a contatto con gli eventi atmosferici; il vento, la pioggia, la neve fanno parte dell’azione dell’artista con un contributo del tutto casuale nella definizione finale dell’opera.


Alla fine degli anni '50 vi è stato un momento casualmente convergente in cui artisti di diversa area geografica (America, Europa, Giappone) hanno indagato, quasi nello stesso momento, in una identica direzione approdando ognuno a modo proprio, a risultati del tutto differenti ma condivisibili. Arte concepita come flusso diarroico di energie primarie che si materializzavano in un succedersi continuo emulando i momenti della vita. Flusso del tutto caotico in cui le arti vengono a contaminarsi e a definirsi in modo originale. Per certi versi il suo modo di fare "pittura”, potrebbe essere paragonato all’Action Painting di Jackson Pollock. In verità, le opere di Shozo condividono i profondi pensieri della filosofia Zen, una concezione della vita del tutto diversa da quella personale dell’artista americano. In Pollock vi è alla base una motivazione prettamente esistenziale; l’uso del dripping e del proprio corpo dentro la tela, seppur gestuale, è un atto ancora pittorico e prettamente privato. Per l’artista giapponese Shozo Shimamoto, invece, creare significa agire a contatto con il pubblico, avere un rapporto proficuo con gli altri, farsi evento, rivelazione.


Per lui non è importante l’opera "definita e finita”, ma l’evento provvisorio che si materializza in opera. L’arte, quindi, non è pura descrizione delle cose, è intesa come la materializzazione di una idea, di un pensiero fluttuante che lascia la mente per divenire gesto di liberazione; liberazione di pulsioni e di energie spesso soffocate che prendono il volo e incontrollate si disseminano sulla tela. Non a caso, in diverse opere create da Shimamoto, i frammenti di oggetti vengono lasciati volutamente a sedimentare, assorbiti dal colore come parte significante dell’opera, (vetri di bottiglia, lattine, sandali), oggetti sopravvissuti all’uragano e alla furia di questo autentico Kamikaze della performance. Massimo Sgroi, lo definisce "l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera pittorica, ma ricopre il ruolo di mediatore tra la realizzazione di un’idea (la sua) e colui che la vive". In questo senso, l’artista si fa promotore di un "vissuto”, diventa il regista di un evento unico, altamente creativo e suggestivo.

Il Teatro dell’essenza

Per Shimamoto, azione, happening, performance, pittura, tutto diventa materia di uso per creare un’opera. Per diversi decenni ha sottolineato l’uso spericolato dei materiali accentuando negli anni ‘60 il gesto e poi l’evento artistico sconfinando spesso nella spettacolarità e nel happening. Con estrema libertà Shimamoto ha attraversato esperienze e ricerche diverse e apparentemente incompatibili tra loro; dalla pittura Informale ai buchi, dalla Mail Art alla Body Art, dall’installazione alla performance fino all’uso della fotografia, del video e persino del film d’artista. Il critico del New York Times Roberta Smith lo ha definito come “uno degli sperimentatori più audaci e indipendenti della scena dell'arte del dopoguerra negli Anni Cinquanta”. Del resto, Gutai, corrente artistica giapponese fondata nel 1954 ad Osaka da Jiro Yoschihara e di cui Shimamoto è uno degli interpreti più importanti è una parola che in giapponese significa conflitto tra materia e spirito, e di fatto, Gutai ha prodotto una evidente rottura con la tradizione e l'arte spirituale giapponese introducendo la materia nel rapporto con la vita in un momento storico condizionato fortemente dai tragici eventi bellici come quelli di Iroshima e Nagasaki. Una spiritualità concretizzata nella materia. Il termine “Gutai”, significa anche “concreto”. Una decisa volontà di creare forme espressive nuove, diverse, libere da qualsiasi tipo di proposta consueta di tipo accademico, come il disegno, la bella pittura fatta con il pennello. Insomma, l’artista nipponico cambia il concetto consueto di creazione artistica grazie alla ricerca e alla sperimentazione, anticipando esperienze importanti come l’ Action Painting e il movimento Fluxus americano sorto circa dieci anni dopo ad opera di George Maciunas. Attraverso la dimensione sofferta e lacerata dei tempi, attraverso la forte frattura con la tradizione, l'arte intesa come la mediazione della mente cerca di mettere in mostra le qualità intime, la libertà e l’energia insostanziale della materia. Tutto ciò che era prima tradizione ora è materia sciolta e fluida che inizia a rivivere. Per cui, il rapporto fra artista e materia appare invertito: sono gli artisti a porsi al servizio dell’opera, anziché dominarla con la propria arroganza e prepotente sensibilità poetica.

Shozo Shimamoto alcuni anni prima del 1950 aveva già realizzato una serie di opere aprendo uno squarcio concreto sulla superficie della pittura. Anche queste opere, sono nate come risultato di un`azione casuale. In quel periodo, per risparmiare sui materiali, Shimamoto usava come base carta di giornali incollati, tuttavia, un giorno per sbaglio fini` per fare un buco su una superficie di carta fragile. D`istinto Shimamoto si accorse che si trattava comunque di un`espressione. E` interessante sottolineare come circa nello stesso periodo in Italia, Fontana tentava di aprire dei fori sulla tela e successivamente i tagli, tuttavia, bisogna notare come i primi buchi e tagli di Fontana risalgono al 1949, come sono testimoniate dai cataloghi e dalle mostre svolte, mentre Shimamoto di certo ha iniziato a fare i primi buchi nel 1946, praticamente tre anni prima di Fontana. Inoltre, occorre aggiungere che i Maestri Gutai dal 1949 erano in Europa già molto conosciuti con le loro opere, invitati dallo scrittore e artista francese Henri Michaux. Solo nel 1994, durante la mostra "l'Arte giapponese dopo il 1945: il Grido Contro il Cielo" tenutasi al Museo Guggenheim in New York, il curatore Alexandra MONROE scopre che i "Buchi" di Shimamoto sono antecedenti ai buchi di Fontana (sulla polemica Shimamoto-Fontana cfr. il sito della Tate Gallery). Nel 1955 durante la “Prima Esposizione d'arte moderna all' aperto, Shimamoto espone una lamiera frammentata da piccoli buchi dipinta da un lato di bianco e dall' altro di blu. Sempre nel 1955 Shimamoto partecipa alla “Prima mostra Gutai” all'Ohara Kaikan di Tokyo: per l’occasione presenta l’opera “Prego, camminate qui sopra” realizzata con una serie di assi di legno montate su un sistema di molle che rendono il percorso del visitatore precario e instabile alterando la sua reale stabilità. Di questa opera, negli anni novanta l’artista realizzerà diverse ricostruzioni. Nel 1956 con "Cannon Work" testimonia la origini delle sue azioni di pittura all'interno della poetica Gutai: vengono sparati da un cannone, appositamente costruito dall'artista, i colori che si depositano casualmente sulla tela in modo casuale e provvisorio. Nel 1957 Shimamoto firma ufficialmente il Manifesto “per una messa al bando del pennello”. L'aspetto più evidente della concretezza del movimento Gutai e in particolare di Shimamoto è sicuramente l'azione, intesa come dinamismo della creazione che diventa, appunto, evento e rivelazione. Non poteva essere altrimenti. Nel 1957 il gruppo Gutai ideò il "Gutai Stage Exhibition": per la prima volta nella storia fu utilizzato un palcoscenico come spazio artistico nel quale Shimamoto metteva assieme lo sparo dei colori con un particolare sottofondo sonoro. Nel 1958 durante la seconda esibizione “Arte Gutai sulla scena” alla Asahi Kaikan proietta contemporaneamente sullo stesso schermo due diverse pellicole realizzate da lui stesso. Così dichiara in una sua testimonianza: “Per questo evento decisi di fare qualcosa chiamato ‘Il Film mai visto al mondo’ ”. Su una pellicola usata di 35 mm, cedutagli da un suo ex alunno, e poi lavata nell’aceto, disegna punti e linee.

Confessa: “L'arte come gesto artistico, consiste nello stupire lo spettatore”, e aggiunge, “Al presente io mi faccio fare dei disegni sulla testa rasata oppure mi faccio proiettare dei film, ma non allo scopo di fare cose strane. L'opera d'arte è di per sé un'espressione libera, l'atto di dipingere è proporre un'espressione libera. Questo è il vero compito dell'artista." E poi, “nelle performance il corpo è impiegato come elemento di Natura, quindi in entrambi i casi credo di avvicinarmi al Taoismo col quale del resto è in linea tutta la mia formazione di pensiero”. Di certo, il rapporto con il pubblico rimane un aspetto essenziale in tutta l’opera di Shozo Shimamoto con l’utilizzo della performance intesa come azione dell'uomo nel tentativo di annullare qualsiasi distinzione tra l'arte e la vita. E’ del ’95 la realizzazione del suo “funerale in vita” col rito Buddista mentre dodici monaci recitavano un sutra. Tra il “mostrare e l’essere” Shimamoto sceglie “l’essere” e l’utilizzo del corpo che mettendosi in relazione crea il messaggio creativo. Praticamente un’arte diretta, corporea e viva utilizzando il corpo come strumento relazionale, comunicativo e poetico in una zona marginale di confine tra linguaggi diversi, in cui la pittura, l’evento e il teatro convivono dando vita alla rappresentazione dell’essenza e dell’energia concreta. Giovanni Bonanno

Shozo Shimamoto: avere un’idea per la testa

Shozo Shimamoto, scrive: “Con la mia testa rasata, nel 1987 sono stato in America ed in Canada, e ho poi viaggiato nel 1990 in Europa da Londra fino a Leningrado. Nel 1993 sono andato in Italia ed in Finlandia. Durante le mie tappe sono stato accolto da molti artisti della mail art che hanno scritto i loro messaggi sulla mia testa, oppure vi hanno proiettato diapositive o anche film. Tutti infatti erano pronti ad aspettarmi con alcune idee in mente. Nel 1988 un mio studente mi portò una copia della rivista che aveva trovato nella tasca del sedile dell'aereo della JAL in un volo Tokyo-Parigi. Era una sorta di guida del Giappone dove si presentavano in lingua inglese le bellezze dei templi buddisti, le informazioni sui piatti tipici e quant'altro. Ma fra le altre cose, nella pagina che trattava di cinema, era anche riportata come curiosità la possibilità di vedere un film proiettato sulla mia testa, con tanto di illustrazione disegnata a mano. Senza saperlo, la mia testa rasata stava volando in giro per il mondo. Nel 1987 spedii agli artisti della mail art un foglio con stampata la silhouette della mia testa vista da dietro ed un messaggio in cui invitavo gli artisti a fare il loro intervento. Ricevetti circa 500 risposte. Il fatto che le risposte fossero così numerose è dovuto al sistema del network caratteristico dell'arte postale, in cui non è raro che degli artisti copino e reinterpretino il contenuto originale per poi stamparlo di nuovo inviandolo ad altri artisti e così via. [...] Un giorno mi arrivò una mail art molto singolare. Proveniva dalla Francia e l'autore era Pascal Lenoir, anche se il foglio originale era partito dall'artista olandese Cor Reyn che aveva a sua volta fotocopiato la mia testa e inserito il messaggio di invito a disegnarvi dentro qualcosa. Ebbene Lenoir dentro alla mia testa fotocopiò una decina di altre silhouette rimpicciolite della stessa , riproponendo l'invito a disegnarci dentro qualcosa, e la spedì anche a me. Vedendola, non riuscii a trattenermi dal ridere. Il pezzo di mail art che avevo spedito io si era moltiplicato, il numero delle teste era aumentato, e passando per diverse vie era ricapitato proprio a me con la scritta: Perché non partecipi anche tu? Nell'arte postale non ci sono i diritti d'autore, anzi, all'opposto lo spirito che la caratterizza è quello di invitare gli altri ad usare senza limiti i vari contenuti. Così è possibile che a mia insaputa un mio pezzo venga modificato, arricchito di nuove idee, e ritorni al mio indirizzo. L'americano Cracker Jack Kid addirittura spedisce dei modellini tridimensionali della mia testa” .

Di certo, una parte di lavoro di Shozo Shimamoto risulta ancora poco noto, e precisamente la ricerca svolta negli anni 80 e 90 in ambito della Mail Art, una stagione vissuta non in modo marginale, bensì come protagonista principale. Sono in parte noti le sue particolari azioni, i suoi messaggi di pace e le proiezioni di spezzoni di film sulla sua testa rasata utilizzata come spazio e luogo per ospitare l’opera. Praticamente, quasi una galleria del corpo a cielo aperto; forse “la più piccola galleria ambulante al mondo attiva negli anni 80”. In questa mostra collettiva internazionale, a margine della rassegna vi sono presenti diverse immagini che documentano tale attività a corollario del progetto di Mail Art “Head” concretizzato proficuamente tra gli anni 80 e 90, come risulta dalle “oper/azioni” realizzate sulla sua testa rasata da personaggi come Ray Johnson, Ben Vautier, G. Achille Cavellini, Mayumi Handa, Allan Kaprow e diversi altri protagonisti internazionali dell’arte che sono intervenuti sulla testa dell’artista giapponese disegnando, incollando carte, materiali diversi e persino proiettando frammenti di film. Dopo la morte dell’artista, per ricordarlo a oltre due anni dalla scomparsa abbiamo ritenuto utile non inviare per posta la solita testa rasata di Shozo Shimamoto. Questa volta è stata spedita per tutto il 2014 a diversi artisti, una Card digitale creata appositamente da Giovanni Bonanno dal titolo: “Virtual Fluxus Poetry”, con una piccola sala vuota a forma di nicchia ad arco in cui sembra che aleggi il fantasma della testa rasata di Shozo Shimamoto. In questo “spazio apparentemente vuoto” abbiamo, come aveva fatto lui a partire dal 1987, invitato gli artisti a realizzare il proprio intervento performativo chiedendo a loro di inserire ciò che ritenevano utile per completare degnamente l’opera.

Un’ultima considerazione, per evitare possibili equivoci di qualsiasi sorta riguarda la partecipazione attiva di Shimamoto al gruppo giapponese Gutai; esperienza nata concretamente negli anni 50’, quasi un decennio prima della proposta americana del movimento Fluxus. Il titolo “Virtual Fluxus” utilizzato da noi nelle due mostre organizzate non deve trarre in inganno, non deve essere inteso o peggio “frainteso” come reale partecipazione attiva nell’ambito del movimento Fluxus ma come convinta concezione e condivisione poetica di “flusso immateriale”, di energia poetica a cui Shimamoto è stato lungamente interessato, (il termine “fluxus” “dal latino. tardo fluxiōne, deriv. di flŭxus, part. pass. di fluĕre, significa ‘scorrere, fluire). Del resto, sono risaputi gli intensi scambi intercorsi negli anni 60’ tra il Gutai , il movimento Fluxus e la scena artistica di Parigi, Milano e Torino. Non è un caso, quindi, che nella stanza, apparentemente vuota della card inviata per posta, la silhouette della sua testa vista da dietro affiora magnificamente come energia e flusso immateriale, inaspettata e “fluida”, presenza insostanziale perfettamente in linea con le idee di ricerca portate avanti lungamente dal grande artista giapponese, pronta a ricevere l’apporto comunicativo e creativo di tanti artisti internazionali per essere compiutamente completata. Giovanni Bonanno

VIRTUAL FLUXUS POETRY”

SHOZO SHIMAMOTO

1928 - 2013

Mostra Collettiva Internazionale

dal 31 maggio al 12 luglio 2015

Artisti presenti:

Shozo Shimamoto, Ruggero Maggi, Mirella Bentivoglio, Monica Rex, BuZ Blurr, Jurgen O. Olbrich, Виктория Барвенко, Jan Theuninck, Vittore Baroni, Rora & Dobrica Kamperelic, Pascal Lenoir, Ambassade d'Utopia, Eugenio Giannì, Anna Boschi, Clemente Padin, Fernanda Fedi, C. Mehrl Bennett, Emilio Morandi, G. Galantai, Bruno Cassaglia, Julien Blaine, Ko de Jonge, Stathis Chrissicopulos, Luc Fierens, Giovanni Bonanno, Mirta Caccaro, Antonio Sassu, Ever Arts, M. P. Fanna Roncoroni, Cesar Reglero, Jacob de Chirico, Marina Salmaso, Lancillotto Bellini, Lamberto Caravita, Gino Gini, Rosa Gravino, Francesco Aprile, Alicia Malerba, Rolando Zucchini, Mauro Molinari, Francesco Mandrino, Santini Del Prete, Claudio Grandinetti, Karl Fridrich Hacker, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Formigoni, Juan Lopez De Ael, Leonor Arnao, Roberto Zito.

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GALLERY / ROOM 1

Giovanni Bonanno, Ruggero Maggi, Mirella Bentivoglio, Monica Rex, BuZ Blurr, Mirta Caccaro, Jurgen O. Olbrich, Виктория Барвенко, Jan Theuninck, Antonio Sassu, Vittore Baroni, Rora & Dobrica Kamperelic,Pascal Lenoir, Ambassade d'Utopia, Anna Boschi, Fernanda Fedi, Lancillotto Bellini, Ever Arts, Clemente Padin, M. P. Fanna Roncoroni, C. Mehrl Bennett, Emilio Morandi, Bruno Cassaglia, Ko de Jonge,

GALLERY / ROOM 2

Lamberto Caravita, Gino Gini, Alicia Malerba, Rolando Zucchini, Cesar Reglero, Jacob de Chirico, Mauro Molinari, Marina Salmaso, Francesco Mandrino, Francesco Aprile, Santini Del Prete, Rosa Gravino, Stathis Chrissicopulos, Luc Fierens, Claudio Grandinetti, Karl - Fridrich Hacker, Eugenio Giannì, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Formigoni, Juan Lopez De Ael, Julien Blaine, Leonor Arnao, G. Galantai, Roberto Zito,

GALLERY / ROOM 3

Ritratto di Shozo Shimamoto, Giappone. / Shozo Shimamoto, Giappone, 1981. / Head di Shozo Shimamoto, Senza Titolo. / Head di Shozo Shimamoto. / Head di Shozo Shimamoto, Atomic Bomb. / Head Shozo Shimamoto di Ray Johnson, Feigen Contemporary New York. / Head di Shozo Shimamoto di G. Achille Cavellini. / Head di Shozo Shimamoto di G. Achille Cavellini. / Head di Shozo Shimamoto di Ben Vautier. / Head di Shozo Shimamoto di Mayumi Handa. / Head di Shozo Shimamoto, Gutai, Allan Kaprow, Mail Art Net Working. / Head di Shozo Shimamoto. / Head di Shozo Shimamoto di Pilcher, Jarvis. / Head di Shozo Shimamoto, messaggio a Dobrica Kamperelic, 1987. - Head di Shozo Shimamoto. / Head di Shozo Shimamoto, Senza Titolo. / Shozo Shimamoto, Ray Johnson (azione). / Head di Shozo Shimamoto, Senza Titolo, 1999. / Head di Shozo Shimamoto, 1986, 1998. / Azioni Shozo Shimamoto. / Read Stamps di Shozo Shimamoto. / Shozo Shimamoto, Ben Vautier. / Head di Shozo Shimamoto, shozo-ism-jap.

“VIRTUAL FLUXUS POETRY”

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