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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 16:17

RAY JOHNSON: la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi.

MAIL ART- BRAIN CELL

“Quando ero studente d'arte e facevo pittura figurativa, sono rimasto molto impressionato dalla chiarezza del metodo di comporre l’opera di Matisse e di Cézanne.

Dopo di ché, il mio interesse per l'arte contemporanea si è evoluto interessandomi al movimento DADA e FLUXUS.

Nel 1981 ho conosciuto da un video dell’artista canadese Byron Black gli artisti della corrente alternativa dell’arte postale e ho iniziato a fare la MAIL ART.

Lavorare con il disegno, il collage, la copia Xerox, la foto, il CD con una vasta gamma di metodi di espressione e concetti in un interscambio con artisti di tutto il mondo e con una diffusione ramificata.

La MAIL ART è semplicemente utilizzare le idee di altri artisti. A differenza di altre cellule, i metodi e il pensiero dello schema sono rispettivamente disposti in modo ordinato e regolare, tale pratica io la chiamò "BRAIN CELL" come nel complesso intreccio di sovrapposizione delle cellule nervose del cervello.

"BRAIN CELL" n ° viene completato dall’utilizzo di adesivi, timbri e collage ricevuti su carta in formato A3 in 10 giorni. Ogni numero è continuamente alimentato dalla partecipazione di circa 55 persone, sono passati già 30 anni quest'anno. E’ in preparazione il lavoro N°. 925 e tra 2-3 anni è previsto il lavoro per completare il BRAIN CELL N° 1000.

Da "BRAIN CELL" ho approdato al “FRACTAL PROJECT” del viso e del corpo iniziato in Italia nel 2001, al fine di realizzare in diversi paesi e più proficuamente il concetto di "BRAIN CELL".

Nel titolo “SOUP ORION” chiediamo a tutti di cercare di discutere in una libertà di pensiero.

Nella recente diffusione di SNS , oggi ci sono più scambi in rete che consentono ancora più facilmente una rapida trasmissione. Ogni giorno. ìo ricevo molte opere provenienti da tutto il mondo. Questo mi carica ad un forte impegno e passione nel lavoro,

DADA, ciò che nasce dal flusso di Fluxus e della mail art è l'unico modo per realizzare la nuova arte del domani”. Ryosuke COHEN

July 28, 2015 translated by Giovanni Bonanno

Swarm e arte marginale

La Mail Art: verso la Marginalità intelligente

Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza detta comunemente Mail Art continuo a definirla "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi al di fuori, in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.

Swarm e arte marginale

La swarm non ha bisogno di una forma de-finita ma solo di “una spontanea partecipazione collaborativa in un agire intrinsecamente libero e indeterminato alla ricerca della socialità e della sopravvivenza. Per certi versi lo “swarm intelligence” corrisponde appieno all’attivismo isolato ma incessante degli artisti marginali sparsi in tutto il pianeta secondo una logica non coordinata che diventa collettiva e geneticamente forte. L’arte marginale è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte postale, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità. Forse, come dice qualcuno, lo stesso “Networker” è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio o i modi di fare anacronistici e sclerotizzati. Essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività allo stato puro, senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente. L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica, nomade e planetaria delle idee. Giovanni Bonanno

Ryosuke Cohen:la MAIL ART è dinamismo”, poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti”.

Nella MAIL ART la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D ad A, da C ad A e cosi via. Non e una comunicazione da pari a pari. Non solo, si possono creare degli effetti di collages con le mail che si ricevono e si rispediscono, o si possono mettere le idee degli altri nelle nostre proprie mail. E' come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perche ho definito questo tipo di arte “BRAIN CELL” (cellule del cervello), e ho reclutato nuovi sostenitori dal giugno 1985. Oggi siamo più di 5000 persone di 80 paesi e le reclute sono aumentate di 442 dal marzo 1999.
Ho scelto la nuova parola COPY LEFT, che significa libero da copy right, l'ho stampata su buste che ho spedito in giro per il mondo. Come ho fatto io, nel mondo della MAIL ART si possono usare timbri di altri artisti, adesivi e francobolli, e inoltre si possono diffondere le proprie idee magari soppresse dai mass media. Inoltre c'è il divertimento di modificare i pezzi degli altri, farne dei collages e mandarli ad altri artisti. In questo modo le opere di MAIL ART cambiano spesso la loro apparenza e contenuti in un modo inimmaginabile, che nessun singolo artista potrebbe creare.

ANDREJ TISMA e NENAD BOGDANOVIC mi hanno mandato dalla Yugoslavia il timbro del NO-ISM. NO-ISM si riferisce al fatto che nel mondo della MAIL ART non esiste una unica ideologia. “ No” significa CERVELLO in giapponese. Io, ambiguamente, uso “No” col significato di “non-esistente” e “cervello.” Ho mandato timbri NO-ISM in tutto il mondo. Allo stesso modo ricevo ogni giorno ogni tipo di materiale, come cartoline, collages, disegni, immagini di computer grafica, cataloghi, foto, cassette per posta via e-mail e Internet. Questo mi da un'apertura degli orizzonti spettacolare e mostra in modo travolgente la quantità di idee ed espressioni possibili. Io perciò ritengo che nell'enorme mondo della MAIL ART ogni tipo di “ism” sia mescolato come in un grande caos. Non c'e da stupirsi se nessuna ideologia ben solida riesce a sopravvivere o a prevalere.

Come una volta ha detto RAY JOHNSON la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi. Molti artisti, di fatto, sono in linea con il concetto di TOURISM, dello svizzero H.R.FRICKER. Ho avuto l'occasione di fare dei viaggi e di stringere amicizia con molti mail artists quando ho visitato l'Europa (1987), il Nord America (1989) e di nuovo l'Europa (1990). Allora ho potuto percepire lo spirito della MAIL ART e la pluralità delle situazioni che esistono. E' stata un' esperienza molto diversa, mentre a casa mi occupavo di fare opere d'arte e dipendevo molto dal mio contatto con altri artisti. Alcuni di loro avevano un modo di vivere molto naturale, altri erano molto sensibili al problema della pace nel mondo. E tra loro ce n'erano alcuni pronti a realizzare le loro opere d'arte al massimo delle loro capacità. Nessuno di loro era esente da problemi finanziari e politici, ma superavano i problemi e avevano un atteggiamento molto positivo. Ho trovato il loro comportamento veramente diverso da quello di noi giapponesi.
I tedeschi ANGELA e PETER hanno realizzato il concetto di TOURISM in modo globale, e mi hanno mandato la posta da tutto il mondo. Credo che le loro esperienze possano essere lontane dalla nostra immaginazione e rivelarci il futuro e dirci il senso dell'arte.

Ho spedito mail dal 1997 col concetto di FRACTAL (FRATTALE) in aggiunta a quella dell'usuale BRAIN CELL. FRACTAL e una parola con figure simili fra loro ed e stata utilizzata dal matematico francese B. MANDELBROT all'Istituto Watson IBM.
Picasso è stato influenzato da Cezanné e le sculture africane, Van Gogh da Hokusai e Hiroshige, Pollock da Dalì e Mirò, cosi noi siamo influenzati da numerosi artisti e mail artists. Inutile dire che io sono pienamente influenzato da alcuni mail artists, dai DADAISTI e da FLUXUS. Sono stato insegnante per 25 anni in una scuola per ragazzi. Ultimamente sono coinvolto nell'istruzione di bambini con problemi fisici, e sono stato molto influenzato da loro. Dentro di me esistono molte parti frammentate e mescolate di quegli artisti e bambini. Questi frammenti non si escludono a vicenda come le spine di un cactus, ma tendono verso l'alto. Questo mondo interiore mi da la sensazione reale che sto condividendo molti di questi frammenti con altri artisti, le relazioni personali libere dal - copyright trasformano le opere d'arte di altri artisti, e la libertà rappresentata nella parola COPY LEFT non e legata ad alcuna ideologia, è, insomma, il NO-ISM.
Quello che penso, facendo ogni giorno opere di MAIL ART, e che la MAIL ART sia un mezzo dinamico. Per esprimermi meglio dovrei dire che “la MAIL ART è dinamismo”. Poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti. Ryosuke Cohen

Ryosuke COHEN: l’arte come ecologia dell’arte.

Quindici anni fa ricevetti per posta uno scarabeo da RUGGERO MAGGI, Italia, al posto di un bel maggiolino o una farfalla dalle ali meravigliose. L'insetto era sporco, in una busta trasparente. Ancora oggi ricordo il giorno successivo, quando parlai con BYRON BLACK fino a tarda notte della forza artistica della concezione di MAGGI, ispirato da AMAZON. BLACK in quei giorni realizzavo un video in una scuola d'arte giapponese e mi diede lo spunto per cambiare lo “spelling” del mio nome dal giapponese KOUEN in COHEN come in ebraico; io sono giapponese e sono nato a Osaka nel 1948.

In Amazzonia, nel Sud America, vivono molte specie di esseri viventi, dipendenti gli uni dagli altri, come le formiche, piccoli insetti che si nascondono sotto le foglie cadute, felci e licheni parassitici su larghi tronchi, funghi che crescono sul legno marcio, insieme a grandi alberi, animali e uccelli. Tutti loro nell'insieme creano la foresta tropicale. Peraltro l'essere umano ha imparato, col tempo, a riconoscere le cose utili da quelle inutili. Distinguiamo i grossi tronchi utili per costruire le case da quelli troppo sottili; facciamo una differenza tra le specie commestibili e quelle che non lo sono; facciamo una differenza tra uccelli e pesci addomesticabili e selvatici. La nostra abitudine a stabilire delle differenze ha causato l'estinzione di un gran numero di specie animali che sono per loro natura essenziali nell'ecosistema dell'Amazzonia. Questa nostra cattiva inclinazione e oggigiorno al centro del problema e sappiamo che questo non riguarda solo l'Amazzonia ma tutto il pianeta. La stessa abitudine a fare delle differenze anche qui in Giappone ha creato terribili alluvioni nella stagione dei tifoni. Enormi quantitativi d'acqua cadono su cedri e “hinoki” piantati artificialmente e i fiumi escono dagli argini. Questo ha portato alla deficienza del nostro sistema immunitario. Siamo noi che abbiamo creato queste deficienze: abbiamo piantato solo conifere e il nostro modo di vivere e troppo pulito. Addirittura alcuni medici arrivano a pretendere di introdurre nel nostro corpo dei parassiti per riottenerne l'immunità.

Abbiamo modificato il nostro modo di vivere già ricco e confortevole pretendendo molte cose che prima non ci saremmo neanche sognati. Di conseguenza stiamo perdendo - se non abbiamo già perso - molte cose che erano state l'essenza della nostra vita ricca e confortevole. Adesso siamo circondati da problemi sociali, come la delinquenza giovanile e la discriminazione di minoranze nazionali, oltre ai problemi ecologici. E il mondo dell'arte non e un'eccezione: anche in questo campo le persone seguono la stessa inclinazione appena citata. Esse hanno allontanato dalle gallerie ed esposizioni d'arte gli artisti finanziariamente deboli. Hanno anche deformato il senso artistico dei bambini a scuola, attraverso un sistema scolastico rigido, sebbene la loro sensibilità artistica non valga molto. Queste persone hanno dato troppa importanza ai valori europei e americani perfino nella critica delle opere d’arte. Negli ultimi cento anni il pianeta ha perso la meta del suo legno nello sviluppo dei grandi cambiamenti. Adesso ci troviamo ad affrontare problemi su scala globale come le piogge acide, il buco nell’ozono, gli effetti del riscaldamento ecc. E’ in questo momento che l’ opera d’arte di RUGGERO MAGGI AMAZON ci esorta a ricominciare a ricostruire la nostra arte reale e insiste che e adesso il momento di cominciare. Ryosukhe Cohen

Intervista del 10 Set. 2012 a Ryosuke Cohen of John Held, Jr. 2012 al National Art Center di Tokyo, in Giappone . Pubblicato il 19 ottobre 2012

Ryosuke Cohen non è un Ebreo Giapponese. Egli è stato introdotto alla Mail Art dal burlone Byron Black (originario di Fort Worth, in Texas, un insegnante di ESL e viaggiatore del mondo), che quando gli viene chiesto di tradurre il nome della famiglia di Ryosuke, avrebbe dovuto rispondere Koan - ma non lo fece. Una improvvisa confusione forse, tuttavia, la denominazione Ryosuke Cohen rimase. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma lui è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale, che ha basato la sua partecipazione al suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), un lavoro che raccoglie le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera. Per questo modo di fare, egli è forse il più interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la diffusione della Mail Art. Ho cominciato a scrivere con Ryosuke poco dopo essere entrato e diventato attivo nella network della Mail Art, e sono rimasto in contatto con lui per oltre 30 anni. Durante questo tempo, ci siamo incontrati in diverse occasioni, sia negli Stati Uniti che in Giappone. Il nostro più recente incontro è stato a Tokyo per vedere la mostra, "Gutai: Spirit of an Era", presso il National Art Center. Ho colto l'occasione per fargli un’intervista sul suo coinvolgimento nel mondo della Mail Art.

Puoi dirmi quando hai cominciato a fare Mail Art?

1981.

Come avete sentito parlare di esso?

Byron Black, un artista postale del Canada [che aveva vissuto in precedenza a Western Front, Vancouver, Canada]. Mi ha mostrato delle Mail Art in occasione della riunione del gruppo AU. Shozo [Shimamoto] e in quella occasione ho scoperto Mail Art.

In quale anno è nato AU [Artist Union or Art Unidentified]?

Nel 1976

E 'stato avviato da Shozo Shimamoto nella sua vecchia casa. La casa in cui la rivista Gutai è stata stampata prima.

Sì, in Nishinomiya

Chi erano le prime persone che hanno iniziato la corrispondenza con?

Una artista postale tedesco, Angela Schmidt. Lei ha inviato immagini di ali di uccelli.

C'era qualcun altro a fare Mail Art in Giappone in questo momento?

Kowa Kato.

Quando hai iniziato la stampa Gocco che utilizzi nel tuo lavoro.

Prima ho fatto uso della serigrafia. Poi ho deciso di stampare con Gocco nel 1983.

Hai iniziato su cartoline?

Sì. Prima su postcards e poi su carta Brain Cell.

Brian Cell quando è cominciato?

1985.

Cosa ti ha dato l'idea?

Brian Cell è l'immagine della rete. Penso che sia simile. Penso che sia un progetto senza fine. Ho iniziato con Brian Cell # 1, e ho fatto già 837 lavori.

In che tempi vengono inviate le opere Brain Cell?

Un invio ogni dieci giorni. Così, tre in un mese.

Quando si riceve l'immagine dal tuo corrispondente, come si fa a fotocopiare l'immagine sulla carta.?

Innanzitutto faccio una fotocopia. Per la stampa Gocco, è necessario il contrasto bianco e nero. Successivamente, dopo aver tagliato le fotocopie li metto insieme.

Fai un collage di immagini in bianco e nero su una pagina. Quante copie si fanno a stampa?

150 copie.

Poi vengono inviati ai corrispondenti che hanno inviato le immagini, accompagnate dai nomi e gli indirizzi delle persone che sono inclusi in tale unità. Ci sono copie extra che non sono distribuiti. Cosa succede con questi?

Ci sono una cinquantina di persone in un numero di Brain Cell, e faccio 150 copie. Cinquanta copie vengono inviate agli artisti postali. Continuo a fare 40 edizioni e gli altri sono assemblati in libri contenenti 25 numeri di Brain Cell.

Sono questi libri inviati agli artisti o alle istituzioni?

Essi sono inviati per posta agli artisti.

Non a musei o biblioteche?

A volte ricevo richieste da biblioteche e università.

In Giappone?

Per lo più all'estero.

Molti artisti postali hanno organizzato mostre delle Brian Cell? Dove sono alcuni di questi luoghi?

Ci sono probabilmente due o tre paesi all'anno. Ad esempio, l'anno scorso sono stati mostrati in Olanda e Ucraina.

Dove in Olanda?

E 'stata organizzata dall’artista postale Mai Arts.

Gli hai inviato dei libri da esporre?

Sì.

Per fare tutto questo da solo, senza alcun aiuto? So che eri un insegnante (Ryosuke recentemente andato in pensione). Forse gli studenti ti aiutano?

No. Solo io.

Hai la macchina Gocco a casa tua?

Sì.

Continuerai a fare opere Brain Cell?

Sì.

Quando arriva il lavoro dagli artisti postali, che cosa fai con la corrispondenza che ricevi?

Devo cercare uno spazio per conservare i lavori.

Quanto è grande la collezione?

Molte scatole di cartone. In un anno, forse tre o quattro scatole di cartone, così dopo 30 anni ... circa ho novanta o cento contenitori pieni.

Che cosa ti invia la gente? Solo immagini per Brain Cell, o le cose che la maggior parte artisti di posta ricevono come riviste e cataloghi?

Sì.

E 'una grande collezione. Cosa avete intenzione di fare con essa?

Se possibile, vorrei conservarli in una libreria.

Avete una libreria specifica in mente?

No.

Qualcuno ha ti chiesto la collezione? Che dire della Prefettura di Hyogo Museo [che ha una collezione Gutai]?

Non ho alcun contatto con loro.

Vedi la Mail Art come una continuazione del Gutai.

Ho imparato Mail Art da Byron Black, quindi non vedo collegate il Gutai con la Mail Art.

Mi ricordo che, in principio, hai inviato opere Brian Cell al tedesco mail artista Klaus Groh? Chi sono tutti gli altri che hanno ricevuto molte opere Brian Cell?

Shumel, Les Crammer, John Tostada, Carol Stetser, Guido Bondioli [negli Stati Uniti], Peter Kaufmann in Svizzera, Henning Mittendorf in Germania, Robert Kepler in Brasile, Clemente Padin in Uruguay.

Pensi che la Mail Art era più popolare prima o ora con Internet.

Da quando sono su Facebook, molte persone mi scrivono. Ma penso che sia un diverso tipo di comunicazione.

Qual è la differenza?

Facebook è divertente, ma a me piace lavorare con le mani e le postcards. E 'un altro tipo di divertimento.

Quando hai iniziato a fare il progetto silhouette? [Fogli Brain Cell sono uniti insieme in rotoli su cui i soggetti si trovano distesi sopra, mentre Ryosuke disegna intorno a loro.]

2001. Prima sono andato in Italia.

Chi erano le prime persone?

Emilio Morandi. Poi sono andato negli Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda e Corea. Due anni fa, ho avuto il cancro, [quindi non ho viaggiato molto]. L'anno prossimo continuerò il progetto.

A volte fai la silhouette di tutto il corpo e talvolta solo la testa?
Faccio il corpo e il viso.

Quando si completa la silhouette, li dai alla gente a cui hai fatto il ritratto?

Sì.

Non ti salvi alcuna opera per te, o no?

No.

Sarebbe un ottima mostra ...

Grazie.

... Ma risulta difficile raccogliere tutto il materiale da esporre.

(Courtesy Francisco Arts trimestral of John Held, Jr.)

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